L’ULTIMO RE

Le tre Parche filano il destino di un uomo dal cuore per metà Sassone e per metà Danese. Questo narra la storia contenuta ne “L’ultimo Re – Le storie dei Re Sassoni” di Bernard Cornwell. Uthred, figlio di Utherd diventato Uthred Ragnarson, Signore di Bebbamburg, dopo essere stato preso come schiavo, fa breccia nel cuore dei danesi Ravn e Ragnar, i quali lo crescono come uno di loro.

È stato trattato con amore dal danese che considera padre, tuttavia l’amore per la sua terra, che gli è stata strappata dallo zio, lo tiene ancorato a quei valori di orgoglio, patriottismo e di fedeltà che faranno di lui un guerriero, il guerriero che riuscirà a portare al suo Re l’unione dell’Inghilterra.

L’ultimo Re: diritto di nascita

Nonostante Utherd sia cresciuto come un danese, quindi un pagano, nel suo cuore palpita la passione per le sue terre, che vuole riprendere ad ogni costo: altro non è che il suo diritto di nascita che gli è stato negato. Utherd ben presto diventa un guerriero fiero e impavido, un grande stratega, intelligente e furbo: è un eroe dal cuore buono e coraggioso. La sua conoscenza sugli usi e i costumi dei danesi lo porterà a diventare uno dei guerrieri più rilevanti nelle fila di Re Alfredo. Ciò che lo contraddistingue come uomo è il suo spiccato senso per la giustizia e l’onore.

L’ultimo Re: L’Aldermanno Uthred

Il romanzo narra le vicende di un grande guerriero: l’aldermanno Uthred, Signore di Bebbamburg! Un guerriero le cui gesta sono solo il frutto della fantasia dell’autore. Tuttavia nonostante lui non sia veramente esistito, la storia è stata narrata sulla base di fatti realmente accaduti. Lo stesso Bamburgh Castle – Bebbamburg – fu posseduto, dopo diversi anni dai fatti narrati, da una famiglia di nome Uthred, che è anche quella degli avi dell’autore, Bernard Cornwell.

Tra i danesi Ivar il Disossato, Ubba, Halfdan, Guthrum e i vari Re come Alfredo e Edoardo o l’aldermanno Odda sono veramente esistiti. Alfredo è notoriamente l’unico monarca della storia inglese cui sia toccato l’onore di essere chiamato “il Grande”, in questi romanzi della collana “Le storie dei Re Sassoni”, ne verrà mostrato il perché.

Le storie dei Re Sassoni

Siamo nel 866, nella terra degli Angli. Uomini feroci, vichinghi, guerrieri del Nord arrivano per razziare, uccidere e conquistare. Osbert figlio di Uthred di Bebbamburg, dopo la morte del fratello a causa dei danesi viene ribattezzato da Padre Beocca come Uthred figlio di Uthred, Signore di Bebbamburg, designato come erede al titolo di aldermanno di Bebbamburg. In battaglia il padre viene ucciso e il giovane Uthred viene preso come schiavo da un re normanno, Ragnar l’Intrepido. Dopo alcuni anni diventa come un figlio per Ragnar, impara la cultura danese, la lingua, le loro credenze facendole diventare sue.

Uthred impara l’arte della spada e a navigare per mare. In questo periodo Uthred stringe un legame indissolubile con Brida, che diventa la sua compagna di vita e di avventure. Finchè un tradimento ai danni di Ragnar riportano Uthred sui suoi passi. Sarà il suo vecchio precettore, Padre Beocca, che lo presenterà all’unico sovrano, Re Alfredo, in grado di contrastare gli uomini del Nord.

L’ultimo Re: fedeltà a Re Alfredo

Uthred per riconquistare il suo titolo decide di giurare fedeltà a Re Alfredo per un anno, combattendo al fianco del sovrano, sicuro che prima o poi riesca a riprendere le sue terre. Durante questo periodo rincontra ragnar il Giovane, figlio di Ragnar, il quale fortunatamente non crede che sia stato Uthred ad uccidere la sua famiglia. Si amano come fratelli e insieme decidono di vendicare la loro famiglia e di salvare Tyra da Kjartan e suo figlio Sven, devono averla rapita quando hanno sterminato la loro famiglia.

Purtroppo Uthred, uomo di grande valore e onestà, avendo giurato fedeltà a Re Alfredo, decide di mantenere fede alla sua parola, e non si allea con il fratello. Brida al contrario stanca di essere al servizio del Re, decide di andare con Ragnar, per Uthred questo distacco sarà faticoso.

Quando la battaglia chiama, Uthred risponde

L’aldermanno Uthred sposa Myldreth per ordine di Re Alfredo, in cambio lui potrà diventare il comandante della flotta del Wessex sotto Re Alfredo. L’astuzia del Re fa sì che in questo modo Uthred si unisca ancora a lui, d’altra parte sa che l’aldermanno è dotato di grande temperamento, è un abile guerriero, è lo stesso Leofric che ne esalta le gesta. Durante il periodo in cui Uthred è ostaggio dai danesi si incontra di nuovo con Ragnar e Brida, che si sono legati in una relazione. A Uhtred non dispiace, lui è affezionato a sua moglie che gli sta per dare il primo erede! La storia di Lord Uthred è ancora all’inizio, dovrà affrontare tante sanguinose battaglie e combattere ancora e ancora prima di raggiungere i suoi obiettivi.

L’ultimo Re: l’uomo che si nasconde dietro al mito

Uthred è un uomo che ha messo la sua vita in mano al destino, è diventato un pagano che crede negli dei, dal momento che è quello che gli è stato insegnato fin da quando, da bambino, venne rapito dai danesi. La sua forza, il suo modo di essere, il suo coraggio, la sua intraprendenza lo hanno portato a farsi amare dai suoi nemici. Li ha vissuti, li ha studiati, li ha conosciuti nel profondo e li ha compresi. Nel suo sangue però scorre anche l’energia della sua terra e il desiderio di ritornare a casa, a Bebbamburg, nonché di riprendersi ciò che gli spetta per diritto di nascita. Se deve sacrificare tutto quello in cui crede per arrivarci lo farà.

Forse Uthred può sembrare un abile mediatore, oppure un falso opportunista, che importa? È un uomo che sa bene quale sia il suo valore e la sua forza, che sa dove vuole arrivare, in grado di mimetizzarsi per riuscirci, di mettere in secondo piano sé stesso pur di riuscirci. Non ci vedo niente di male in questo. In più dimostra di essere un uomo con una grande forza d’animo, con dei valori radicati nella sua personalità. Utherd è coraggioso, ma anche buono e giusto; Utherd è un abile assassino, ma la sua fedeltà è nobile; Utherd è un guerriero integerrimo, il cui onore viene prima di sé stesso. Di lui ci dice che è un eroe da idolatrare e rispecchia i valori di quei tempi.

L’ultimo Re: il fato governa ogni cosa

Il fato era considerato per i danesi o i Vichinghi in generale, qualcosa da cui non si poteva scappare. Il fato era in grado di governare ogni cosa! Tutto accadeva a causa del fato e chi confidava in lui, viveva in sua funzione. Anch’io credo nel destino, indipendentemente dalla religione a cui appartengo. Sono convinta che tutto accada per un motivo e che ci siano persone e luoghi che ci aspettano da sempre! Il che significa che il destino di ognuno di noi è segnato e deve essere consumato così come è giusto che sia.

Qualcosa di grande

Credo in qualcosa di più grande di noi, dotato di infinita bontà e compassione. Penso che prima di diventare materia, siamo stati sostanza, meglio nota come anima, e che prima di approdare su questa grande giostra che è la vita, tracciamo il nostro sentiero, sicuri di poter agire anche attraverso il nostro libero arbitrio. Tracciando il nostro destino non possiamo fare nulla, dobbiamo solo seguire il suo corso oppure lui lo farà in ogni caso. “Tutto è in mano al destino!”, è così che l’autore scrive nel romanzo.

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