CONOSCI L’ESTATE?

Ho un’amica, davvero molto speciale, che mi ha regalato questo romanzo: “Conosci l’estate?” e lo ha fatto semplicemente perché mi ha ascoltata, ha ascoltato quello che avevo da dire, ha sentito le mie parole di curiosità su questo romanzo che ben presto diventerà una fiction. Nel cast è entrato a farne parte uno degli attori più popolari e chiacchierati del momento. Io lo trovo molto affascinante, è magnetico, la sua recitazione è accattivante. E poi diciamocela tutta Can Yaman, una vera star da qualche mese ad oggi, è proprio un gran bel pezzo di figliolo, d’altra parte gli occhi sono fatti per guardare, e non ditemi che non lo conoscete, non ci credo!!!

La protagonista di “Conosci l’estate?” romanzo di Simona Tanzini diventerà “Viola come il mare” sulla pellicola, ci vorrà ancora del tempo prima di vederlo, quindi intanto parliamo del romanzo, siamo qui per questo no?

Conosci l’estate?: Viola e i suoi colori

Viola, romana di nascita, trapiantata a Palermo per un combinarsi di caso e scelta, è un volto televisivo, una giornalista della TV. La donna ha un disturbo della percezione, la sinestesia: ogni cosa, ogni luogo, ogni persona che guarda si unisce, per lei, a una musica e la musica a un colore; ma non tutti, alcuni non hanno musica e quindi non hanno colore, lei sostiene che in quel caso è meglio tenersi lontani. A tutto questo si accompagna una più grave malattia degenerativa: “neuroni bucati”, che senza disabilitarla, determinano il suo modo di muoversi e l’approccio alla realtà.

“In effetti non ho mai capito perché a un certo punto io abbia iniziato a vedere il colore delle persone. Non sono davvero capace si sentirla, la loro musica. Sono solo convinta che tutti abbiamo una musica, e che quando risuona si può vedere il loro colore. In effetti, non tutti. Alcune persone non hanno colore. Vuol dire che non hanno musica. Sono persone strane. Meglio tenersi lontani.”

Una donna che vive di contraddizioni e coerenza

Dietro la trama gialla delle vicende del romanzo, traspare il cuore pulsante del libro: Viola e il ritratto sulla sua esistenza! La narrazione si avvicina molto al diario di una donna che percepisce un cambiamento, quasi avverte che in lei si stia allargando il buio, che è lei quella diversa. Dunque, attraversa la vita con una sorta di tristezza e malinconia alternati a divertimento e scoperta, con dolore ed entusiasmo che esprimo la sua grande voglia di vivere.

Palermo è il simbolo oltre che il luogo di queste contraddizioni, città ossimoro: i suoi odori forti, la sua compassione in contrapposizione con la sua ferocia. E poi c’è l’atra Palermo, quella disillusa, ipocrita e indifferente. Ma, a Viola si vuole bene proprio perché è così, con le sue contraddizioni e il suo essere coerente fino in fondo.

Conosci l’estate?: la trama

Nel pieno di un’ondata di scirocco è morta strangolata Romina, una ventenne di buona famiglia. È immediatamente sospettato Zefir, un popolarissimo cantautore che frequentava la ragazza. Viola, durante le sue ferie, vaga per tutti i luoghi coinvolti dal crimine in cerca di notizie. Santo, ex caporedattore, trincerato dietro tenaci silenzi la mette in contatto con un suo amico, un poliziotto che lei chiama Zelig, perché cangiante di colore, il quale sembra sfruttare a suo vantaggio le sue intuizioni.

L’inchiesta diventa una sfida in prima persona, la protagonista registra emozioni, eventi  e coincidenze lontane, mischiati a pensieri contemporanei su se stessa e sulla città, su fatti e persone, con un grande spirito ironico, talvolta sarcastico, dove la pena e il cinismo si mischiano all’amore, tutti sentimenti orientati all’obiettivo di rubare la verità a una realtà frammentaria.

“Aveva uno sguardo molto dolce. Ma percepivo un colore molto strano. Tra il rosso scuro del vino e quello del sangue. Non era un colore cattivo, ma era come se fosse in qualche modo un colore segnato. Zefir è carta da zucchero. È uno strano colore, un po’ infantile e un po’ antico. E anche leggermente polveroso. Sa di bambini cresciuti bene ma in solitudine, non infelici, ma neanche felici. Non c’è disperazione né entusiasmo. È un colore elegante ma non troppo, che si abbina a molto ma non a tutto, che non stona ma non carica, che si porta addosso molto passato.”

Conosci l’estate?: la connessione della materia con lo spirito

Vedere come Viola vede potrebbe essere, per certi versi, straordinario. La musica ci permette di entrare in contatto, di sentire e di provare emozioni in contrapposizione tra loro: come la malinconia e la gioia, la tristezza e la felicità, la compassione e il dolore, l’amore e la sofferenza. I colori ci possono proiettare verso le stesse emozioni. La connessione tra questi due elementi appare scontata, eppure non lo è affatto! Tuttavia è indispensabile per catturare quella che è la nostra attenzione verso il genere umano. Siamo un connubio perfetto tra materia e spirito che esprime il proprio essere attraverso il movimento e le emozioni, mediante la musica e i colori che fanno emergere la nostra essenza.

Noi siamo musica nel nostro perpetuo alternarsi di movimenti e suoni, ci muoviamo con melodie che identificano il nostro carattere, per questo ci coloriamo in base a quello che siamo, che proviamo, che sentiamo o che percepiamo. Non avere musica dentro di noi equivale a non avere colore, Viola sostiene che incontrare persone senza colore non è qualcosa di buono ed è meglio stargli alla larga, perché sono quelle le persone che non  provano, non sentono, non percepiscono… la verità è che “non sono”.

“Credo che ogni cosa che avvenga nella vita abbia un senso, ogni persona che si incontra, ogni posto dove si va e ogni sfiga che capita. Quindi anche Zefir deve avere un senso nella mia vita. Presumo si correlato con qualcosa di terribile che devo aver fatto nelle mie esistenze passate.”

Conosci l’estate?: omertà e solidarietà

Conosci l’estate è uno romanzo la cui fusione tra cultura e scoperta è perfetta. È bello vedere e conoscere luoghi e persone attraverso gli occhi degli altri, lo trovo molto educativo. L’autrice descrive una Palermo diversa da come l’ho guardata io, entrambe con gli occhi di chi ha visto e apprezzato le bellezze della città monumentale. Lei ci fa conoscere una Palermo con i suoi vicoli malfamati e i quartieri privilegiati, nei luoghi dove si consuma la tragedia, ma anche dove la solidarietà vive nella porta accanto!  

Palermo, con i suoi abitanti, resta sempre un popolo caldo del sud che con la sua ospitalità, talvolta eccessiva, ti fa sentire il benvenuto in ogni dove. Il romanzo si articola in questo modo, tra le vivide descrizione della città, aneddoti della vita della protagonista e il dramma consumato, con tutto quello che c’è dietro in una Palermo che sa, che non si confessa, ma anzi resta fedele alla sua omertà!

Quel piccolo trafiletto all’interno del romanzo che descrive come ti senti

“Vorrei fare un giro in centro ma so che mi stancherò. Mi piacerebbe andare per negozi e librerie, comprare un paio di jeans, scarpe nuove, qualcosa di inutile; e poi tornare a casa con una montagna di libri che non avrò il tempo di leggere. Mi piacerebbe pranzare da sola in qualcuno dei posti che mi fanno sentire a mio agio, conversando tra me e me, solo di argomenti che mi interessano. Mi piacerebbe essere meno incline alla solitudine, perché so che quando ti ci trovi bene fai davvero fatica a uscirne. E io, da sola, mi sono sempre trovata benissimo.”

Partendo da quest’ultima citazione, devo ammettere che nella descrizione che l’autrice fa della protagonista, Viola, mi ci trovo dentro come d’incanto. È come se avesse descritto me e come mi piace spendere il mio tempo. L’unica differenza è che poi io i libri che acquisto li divoro, sfruttando tutti i tempi morti che ho a disposizione. Non avete idea delle conversazioni che faccio tra me e me e di come io riesca a stare in pace quando solo da sola. Pensieri che vorticano nella mia testa, domande alle quali riesco a rispondere dopo una serie di congetture. In mia compagnia io non mi sono mai annoiata. Non mi sono mai sentita sola, forse è capitato di sentirmici in mezzo a persone a me vicine che con il loro modo di fare o di agire mi hanno fatto sentire sola, esclusa, costretta in un angolo.

Conosci l’estate?: la vera me

Per questa ragione faccio molta più fatica a stare in compagnia che da sola con i miei pensieri. Le mie follie, i miei discorsi strani e perché no, anche con le mie stranezze! Credo sia questo il mio modo di guardare il mondo che mi circonda, con una solitudine che ha i colori di un arcobaleno e una musica piena di ritmo con cui ballare da sola non mi spaventa affatto, trovando sempre il tempo per leggere qualcosa su cui porre la mia attenzione e le mie congetture. Leggere e conoscere sono fondamentali nel mio mondo costruito tra invenzione e realtà. Così mi sento a mio agio con me stessa, con chi ha “voglia” di condividere i suoi pensieri, la sua vita, cercando di anteporre gli altri prima di sé stessi, con chi è disposto a dare prima di ricevere in uno scambio bilanciato.

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