MARIO SI RACCONTA

Mario si racconta ancora una volta a “Scrivilo con le parole”! Potremo soddisfare alcune curiosità sulla sua opera dal titolo “Una storia d’altri tempi”, clicca qui per l’acquisto. Quali sono le ragioni che ti spingono a scrivere molto spesso sugli anni ‘80? C’è una sorta di malinconia per questa epoca andata o è una vera e propria passione?

Mario si racconta…

Ciao Monica, innanzitutto ti ringrazio di avermi consentito ancora una volta di essere intervistato da te che poni sempre domande molto interessanti! Dunque sì, è vero, sono molto legato agli anni ’80, forse per il semplice motivo che li ho vissuti o per il fatto che ero nel pieno della gioventù. Conservo molti ricordi positivi di quest’epoca, sia in campo sentimentale, che di amicizia. Sono stati anni spensierati dove la mia giovane età doveva ancora affrontare le problematiche future della vita e dove lo scopo principale di molte di quelle giornate era quello di divertirsi e di fare nuove esperienze di vita.

C’era una città da scoprire in ogni suo angolo o segreto e poi tanta gente da conoscere con cui parlare, ascoltare. Mi hanno sempre affascinato le storie delle persone più grandi di me, ma anche quelle dei miei coetanei, di qualsiasi tematica fossero. Molte di queste “loro” confidenze sono scritte in modo romanzato nei miei libri, dubito che alcuni di essi si riconoscano in quanto i loro nomi, epoche e avvenimenti sono stati modificati.

Roma è un tema ricorrente, la tua città natale, come lo è il dialetto romano. Ma cosa ti piace così tanto della tua città, del suo carattere, della sua personalità e che ti attrae oltre ciò che per noi romani è evidente?

Il mio rapporto con Roma, città dove sono nato, è un amore viscerale. A volte penso che in un’altra epoca io sia già vissuto in questa città. Mi piace pensare di aver vissuto qui nel periodo nell’età imperiale, dove Roma ebbe un cambiamento radicale, in particolar modo nel settore urbanistico e passò dalle costruzioni in mattoni al marmo, abbellendola con basiliche, templi e portici. Inoltre, mi piace pensare di aver avuto il piacere di conversare con Publio Virgilio Marone, o Quinto Orazio Flacco, (che tra le altre cose è anche il mio secondo nome di battesimo). Con Publio Ovidio Nasone, ognuno di loro ha rappresentato il massimo splendore della letteratura latina.

Ecco, per rispondere alla tua domanda in modo esaustivo, aggiungo che tutto questo modo di vivere e di pensare è stato ereditato dai cittadini romani, nati e vissuti dopo di loro, anche se poi con il passare dei secoli molte di queste caratteristiche sono andate ad affievolirsi, ma alcune peculiarità, in particolar modo tra le persone più anziane, sono rimaste, ad esempio: il modo di porsi, di ragionare, di essere aperti ad ogni novità, ma anche quello di sdrammatizzare di qualche fatto funesto. Ogni parola, ogni frase, ogni detto, trae origine da chi è nato o vissuto a Roma prima di noi e in ognuno di essa vi è una morale popolare che spesso è quella giusta.

Mario si racconta: Cosa ti piacerebbe che emergesse ancora di più nel carattere dei protagonisti? Parlaci di Giovanni e di Davide.

Mi piacerebbe che questi due ragazzi descritti da me in modo semplice e a volte anche ingenuo, possano essere una riflessione per chiunque legga questo libro e non siano giudicati, come spesso accade oggigiorno, su qualsiasi argomento. Ho voluto iniziare questa storia descrivendo non solo la città in cui si svolge la storia, ma anche il periodo in cui sono vissuti i protagonisti.

A mio avviso è stato uno dei decenni più importanti della seconda metà del secolo scorso, dove molti cambiamenti sono avvenuti sia in campo tecnologico, medico, politico e sociale. Con il senno di poi, non tutto è andato bene, ecco che qui prendo spunto dalla romanità e dal dialetto dove una famosa frase recita: “morto un papa se ne fa un altro!”.

Mario si racconta: Quanto c’è di personale, o del tuo vissuto, o del tuo carattere in quello che scrivi?

Alcune vicende da me raccontate non sono solo il frutto della mia fantasia! Qualche azione da me compiuta è stata riportata nella storia! Caratterialmente mi sarebbe piaciuto di più essere un tipo come Davide, sempre molto sorridente e socievole con gli altri, ma duro e deciso quando era il momento di agire e tirare fuori gli artigli

Di lui ammiro la sua umiltà, il fatto di discendere da una famiglia nobile non ha mai posto una barriera con nessuno delle sue conoscenze o amicizie a prescindere di chi coloro fossero e da quale ceto sociale provenissero. Ha preferito svolgere un lavoro umile come quello del barista ed ha frequentato una Università pubblica, non so quante persone del suo stesso rango di appartenenza avessero fatto la stessa scelta di vita, oppure  avrebbero preferito, come ha fatto Davide, avere come amici persone comuni, semplici.

Sai quanto mi piacciono le domande un po’ strane! Se dovessi descrivere il tuo romanzo come se fosse una ricetta culinaria come lo faresti?

Beh Monica, ora mi colpisci in una delle mie grandi passioni! Devi sapere che sono un discreto gourmet in fatto di cibo, apprezzo molto l’arte della preparazione e della degustazione dei piatti, anche se molto spesso non sono d’accordo con la quantità e con le porzioni che vengono servite. In sostanza potrei definirmi più un crapulone visto che, la mia per il cibo è una passione smodata, ma poi devo fare i conti con l’ago della bilancia, specialmente nel periodo estivo!

Comunque sono un amante più dei primi piatti che dei secondi, anche se lì vi è più varietà di scelta tra carne, pesce e cacciagione. Molto probabilmente questo mio ultimo libro potrebbe essere paragonato ad una pasta lunga, degli spaghetti conditi con aglio, olio e peperoncino, una ricetta semplice, veloce e gustosa

Mario si racconta: Trai ispirazione dai grandi della letteratura? Se lo fai, da chi in particolare e quali sono i pensieri o le citazioni che più ti piacciono e perché?

Mi piacciono molto i sommi poeti della letteratura latina, ma per fattori anagrafici amo di più scrittori come Pasolini, Moravia, Morante e Gadda. lungi da me l’idea di assomigliargli o di paragonarmi ad essi seppure in minima parte, i loro libri mi hanno ispirato in molte storie. Di questi scrittori amo il fatto che hanno raccontato un periodo del nostro paese molto importante: la seconda metà del ‘900, affrontando tematiche complesse e scomode e con uno stile narrativo comprensibile a tutti.

Mi ha appassionato lo stile da intellettuale controverso e anticonformista che ci ha fatto conoscere le desolanti e squallide borgate di Roma. Intramontabile lo stile di  Moravia che con i suoi personaggi ci ha raccontato le storie tristi di persone sfiduciate che vengono travolti dagli eventi e dalle tragedie della vita. Alla Morante do il merito di averci fatto vede le diverse sfaccettature di un personaggio e a Gadda di aver saputo raccontare con maestria la verità sulla realtà della vita.

Pasolini: “Il potere ha avuto bisogno di un tipo diverso di suddito, che fosse prima di tutto un consumatore”.

Moravia: “Quando le informazioni mancano, le voci crescono.”

Morante: “Il sacrificio è la sola vera perversione umana.”

Gadda: “L’io, io! … il più lurido di tutti i pronomi! Sono i pidocchi del pensiero.”

Mario si racconta: Hai da raccontarci un qualche aneddoto particolare o simpatico legato a questo romanzo?

In questa ultima mia pubblicazione vi è un aneddoto che ho inserito a pagina 7, quando introduco la storia dedicando il libro ad una mia compagna di classe delle scuole medie. Ora sta al lettore leggerne il contenuto, posso soltanto dire che in questa introduzione ciò che leggerete corrisponde alla realtà! Concludo con la frase: “chi non sa amare non è mai nato, nulla accade per caso, c’è sempre un inizio delle storie, anche se poi i nostri destini ci dividono.”

Mario si racconta: Progetti per il futuro? Ci sono altre storie in uscita? Ti va di parlarcene?

Tanti progetti, come sempre! Chi mi conosce sa che sono disponibile e aperto ad ogni nuovo progetto o proposta che riguardi la scrittura. C’è una storia molto interessante che ho concluso da pochi giorni, presto la proporrò ad una casa editrice, ma per scaramanzia non ho intenzione di parlarne adesso, spero mi capirete!

ScriviloConLeParole

lascia qui il tuo commento