C’È ANCORA DOMANI

Costretta a un lungo periodo di convalescenza, sto trascorrendo, chiusa nella quattro mura di casa mia, tanto tempo e posso dedicarmi ad alcune delle cose che adoro: il cinema e le serie TV! Purtroppo sto leggendo meno, faccio fatica a concentrarmi sulla sequenza delle parole. Da qui nasce il desiderio di vedere un film che avrei voluto vedere al cinema, ma la vita che conduco a volte mi fagocita e allora, dal momento che è uscito sulla piattaforma “Netflix”, finalmente sono riuscita a guardare “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi.

Il film è da poco passato al vaglio del “David di Donatello” e la neo regista ne ha riportati a casa ben sei. C’è ancora domani è un film del 2023 scritto, diretto e interpretato da Paola Cortellesi, al suo esordio come regista.La pellicola è stata un successo. È stata apprezzata dalla critica italiana ed estera per la regia e le prove recitative degli attori, oltre che per le tematiche affrontate legate alla cultura patriarcale, alla violenza di genere e ai diritti delle donne.

C’è ancora domani: la trama

Roma1946. La città è occupata, come il resto d’Italia dopo la sconfitta e le tragiche devastazioni lasciate dalla seconda guerra mondiale. È imminente il referendum istituzionale e l’elezione dell’Assemblea Costituente del 2 e 3 giugno. Delia è sposata con Ivano, marito brutale e manesco dal quale viene quotidianamente percossa e svilita. Hanno tre figli. La primogenita, Marcella, è prossima al fidanzamento con un ragazzo proveniente dal ceto borghese e questo crea fermento in famiglia. La ragazza disprezza la madre per la passività con cui subisce i continui abusi coniugali.

C’è ancora domani: Delia

La giornata di Delia si divide tra le faccende domestiche e vari lavoretti sottopagati, in particolare uno nel quale un giovane apprendista, percepisce una paga maggiore solamente perché è un uomo. Le uniche fonti di sollievo sono l’amicizia con Marisa, una fruttivendola spiritosa e ottimista e con il meccanico Nino, con il quale aveva avuto in passato un flirt. L’uomo le propone di andare con lui al Nord per avere opportunità lavorative e di vita migliori.

Delia, durante le sue commissioni, trova e restituisce una foto ritrovata casualmente a un soldato afroamericano, William, l’aveva smarrita. Tra Delia e il ragazzo si instaura una sorta di complicità, nonostante nessuno dei due comprenda la lingua dell’altro. Un giorno la donna riceve una lettera misteriosa che inizialmente getta via, in un secondo momento decide di custodirla, traendo da essa la forza per reagire alla sua condizione.

C’è ancora domani: un mancato matrimonio

Marcella organizza le nozze con Giulio, e nonostante gli esiti imbarazzanti del pranzo tra consuoceri i ragazzi si fidanzano ufficialmente. Fin da subito Delia intuisce che il ragazzo presenta i medesimi atteggiamenti possessivi e violenti del marito. Marcella potrebbe ritrovarsi nella sua stessa situazione: vessata e umiliata. È tramite l’aiuto del soldato William che la donna fa esplodere il bar di famiglia di Giulio, riducendoli in miseria e causando, indirettamente, la rottura del fidanzamento.

Per un futuro migliore

Il mattino del 3 giungo, nonostante ci sia la veglia in casa per la morte del suocero, Delia lascia a Marcella una busta con una lettera e i soldi risparmiati per permetterle di studiare e si avvia a compiere finalmente ciò che aveva in programma: si reca di nascosto alle urne per votare al referendum fra monarchia e repubblica ed eleggere l’Assemblea Costituente, votando per la prima volta, come tante altre donne d’Italia.

Prima di entrare al seggio, si rende conto di aver perso la tessera elettorale. Viene raggiunta prima dal marito e poi dalla figlia che, avendo trovato la scheda, vanno a cercare Delia con intenti opposti: il primo per riportare la donna a casa e la seconda per consegnare la tessera alla madre. La donna è determinata a rovesciare i ruoli prestabiliti e riesce finalmente a immaginare un futuro migliore.

C’è ancora domani: un diritto negato

È un film che merita tutta l’attenzione possibile. Gli argomenti trattati sono forti: il diritto di voto delle donne, il patriarcato, la violenza di genere.  Tutti temi che ci portano a una serie di riflessioni e una serie di domande di cui conosciamo le risposte, solo che non ci piacciono.

Nel corso del tempo noi donne siamo state molto fortunate, poiché ci hanno emancipato, dobbiamo esserne grate! Sono molto sarcastica in proposito. Il diritto al voto avrebbe dovuto essere nostro fin dall’inizio, perché noi donne siamo  prima di tutto persone, tali e quali agli uomini. È stato un diritto che ci è stato usurpato senza una vera ragione e che ahimè, abbiamo dovuto conquistare con le unghie e con i denti!

C’è ancora domani: attori coraggiosi

La violenza contro le donne viene trattato con delicatezza e audacia. Geniale è il passaggio in cui Ivano le suona, per così dire, a Delia. La Cortellesi è riuscita ad alleggerire, attraverso la danza, uno dei passaggi più violenti del film, che suscita nello spettatore sdegno e rabbia. Così come la scena tra Marcella e Giulio, in cui lui le toglie il rossetto dalle labbra dopo averle mostrato il vero volto del possesso!

Coraggiose le interpretazioni di Paola Cortellesi, donna dimessa sotto la voce del patriarcato e Valerio Mastrandrea, nella parte di Ivano, il marito violento di Delia, il cui atteggiamento è radicato da generazioni. In un momento storico come questo, dove la statistica del 2023 ci informa che sono 120 le donne uccise, circa 1 donna ogni 3 giorni, da chi avrebbe dovuto sostenerle, amarle, curarle, è chiaro il messaggio che si vuole diffondere. Se questo messaggio passasse ad almeno un solo uomo a non abusare violenza contro una donna, sia fisica che psicologica, sarebbe di per sé una vittoria.

L’amore vince sempre

Tra rabbia e commozione sono convinta che la pellicola, in bianco e nero, abbia elevato la vita ordinaria di una donna degli anni ’40 a straordinaria e ci insegna che l’amore rimane sempre e comunque il vero motore della vita e alla fin fine vince sempre!

La Cortellesi, dopo l’ottimo risultato ottenuto nella notte del David di Donatello, ironizza sul fatto che questo traguardo sia arrivato in età da menopausa, eppure, dal mio punto di vista, sottolinea che una donna, nonostante la sua età, possa essere in grado di compiere grandi imprese e di raggiungere obiettivi impressionanti sempre grazie al coraggio, alla forza, alla determinazione che mostra di avere in ogni dove, doti che ci contraddistinguono dall’uomo, la cui tendenza è quella di dominarci per paura di essere sottomesso!

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