Ho voluto leggere questo romanzo dal titolo “L’amore mi chiede di te”, clicca qui per l’acquisto, poiché l’autrice, Lucrezia Scali, mi piace molto. Ha un modo di scrivere che affascina. L’amore raccontato da questa autrice ha sempre qualcosa di magico.
L’amore mi chiede di te: La trama
Roccamonte è una cittadina tranquilla, dove non succede mai molto. Per questo fa notizia anche l’apertura di una tisaneria: a gestirla è Selva, una ragazza arrivata da poco in paese. Considerata strana sin da bambina, per i suoi gusti diversi dalle coetanee, Selva ha un dono particolare: è brava ad aiutare chi è in difficoltà. Per qualsiasi problema, lei ha pronto un rimedio a base di erbe.
È stata sua nonna Olimpia a trasmetterle l’amore per le erbe e sempre da sua nonna ha ereditato questa sua propensione prima a sentire il suo prossimo e poi ad aiutarlo con un rimedio a base di erbe. Ovviamente questo suo dono le ha portato anche tanta sofferenza. Sua madre, per prima, l’ha emarginata. Le sue stranezze non erano viste bene in casa, così il suo tempo lo trascorreva con sua nonna che l’accettava così com’era.
Mi ero sempre domandata che cosa spingesse un fiore a nascere tra i sassi. Per quale strana forma di autolesionismo sbocciasse in mezzo al nulla e senza la possibilità di avere compagnia. Forse era proprio quella la sua particolarità. Essere destinato a poche persone e donare il proprio profumo a chi fosse in grado di coglierlo. Allora, in fondo, noi e i fiori non eravamo poi tanto diversi.
Il primo cittadino
Enea è il primo cittadino di Roccamonte: disponibilissimo con tutti, gentile e cordiale. Eppure assolutamente restio a lasciarsi coinvolgere. Il suo trascorso gli impedisce di lasciarsi andare. La sofferenza che gli ha procurato il passato è ancora viva nel suo presente. Il primo incontro con Selva è sconcertante e l’attrazione che sente per lei lo destabilizza tanto da rifiutare ogni approccio con la ragazza, con la quale Enea non sembra avere niente in comune.
Nonostante si ripeta che deve stare alla larga da Selva, non può negare, almeno a sé stesso, di esserne attratto. Il suo coinvolgimento sembra tradirlo in più di qualche occasione e alla fine cede ai suoi istinti e cerca di lasciarsi andare. Sembra proprio che lei lo senta e lo veda più di chiunque altro. Quando finalmente tra i due sta per nascere qualcosa di importante, quando finalmente entrambi pare che siano decisi a lasciarsi andare, qualcuno fa ritorno in paese… Qualcuno che appartiene al passato di Enea.
Mi aveva svuotato il conto in banca, prosciugato fino all’ultimo centesimo, ma arricchito di nuove consapevolezze. La prima era che i limiti, anche se impossibili, potevano essere sperati. E spesso erano solo il frutto della nostra paura e della mancanza di fiducia in noi stessi. Che gli ostacoli erano come dei dispetti, servivano a inciampare per poi rialzarsi e abbandonarli alle nostre spalle. E infine, ma non per ordine di importanza, che goni giorno quel bagaglio di suoni che accompagnava il nostro cammino si alleggeriva a ogni desiderio realizzato,
L’amore mi chiede di te: Selva
Selva possiede un dono e per quanto sia bello poterne avere uno non sempre chi ti sta accanto riesce a gestirlo. Si viene considerati strani, diversi e la diversità a tutt’oggi non è considerata come qualcosa da tenersi stretti, al contrario viene emarginata. Proprio a causa di questi continui rifiuti, lei non riesce a credere in sé stessa come dovrebbe. Forse non ha imparato ad amarsi per quella che è, fino a sentirsi inadeguata il più delle volte, pensa di non essere abbastanza e di conseguenza chi mai potrebbe sceglierla?
Le sue sofferenze, le sue insicurezze sono il prodotto di quello che è diventata e forse solo qualcuno che la ama davvero può vederla come la principessa che è! La favola è alla porta, Selva devo solo aprila e far entrare il suo principe per essere salvata dal momento che lei ha già salvato lui!
Come può essere così struggente l’attimo che precede un bacio? Sapevo riconoscere il desiderio che provavamo entrambi. Lo sentivo. Lo vedevo.
L’amore mi chiede di te: Enea
Enea è un uomo che è dovuto crescere in fretta e prendersi cura della figlia da solo. Non si sarebbe mai aspettato che la vita gli togliesse tanto, tuttavia è riuscito a riprendersi dalla sofferenza per l’allontanamento della sua compagna, si è rimboccato le maniche ed è sopravvissuto. Aveva smesso di pensare all’amore, alle seconde occasioni, alla possibilità di essere di nuovo felice, certo che quella emozione non gli appartenesse più.
… e poi è arrivata Selva, che in un solo attimo ha conquistato il suo cuore, lei gli ha regalato speranza, un sogno nuovo con cui vedere la vita da una prospettiva diversa. Lei gli ha donato amore incondizionato quando lui non credeva neppure che l’amore bussasse alla sua porta Enea avrebbe trovato con Selva il lieto fine della sua favola?
Sì, perché lui era come una bufera che mi aveva travolto, ma poi era riuscito a trovarmi sotto metri e metri di neve fresca.
Tra favola e realtà
I riferimenti alle favole nel testo sono una costante. Come è dominante, nella vita di Selva ed Enea, l’approccio alla favola che diventa un vero e proprio rompicapo che devono risolvere. Così, mentre Enea considera le favole semplici storie con il lieto fine che non hanno niente a che vedere con la realtà, Selva dà alle stesse un valore del tutto diverso. Crede nell’amore, nella favola a lieto fine restando ben piantata a terra e sa che la realtà è ben diversa dalle favole, tuttavia crederci l’aiuta a vedere gli eventi della vita da prospettive differenti.
Cosa c’è di male nel credere nelle favole? Nel credere che l’amore possa migliorare la nostra vita? Nel credere che un principe possa salvarti o che una principessa possa farlo? Non è forse vero che tutti noi cerchiamo il lieto fine? In fondo quanto è sottile il filo che delimita la favola dalla realtà? La verità è che quando trovi la persona giusta con cui affrontare la vita tutto diventa più facile. Non è forse così?
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