FORZA E CORAGGIO!

Si parla di forza e coraggio quando si sostiene una persona in TV o sui canali social, o più in specifico una donna che combatte contro il cancro. Si parla di esempi da seguire, di modelli da idolatrare, persone con cui identificarsi e a costo di sembrare imperturbabile, cinica, dura o fredda, io non sono affatto d’accordo! Ognuno di noi affronta il dolore, le sofferenze e la malattia a modo suo e ogni modo va rispettato. Non esistono identificazioni o modelli da seguire, quando siamo chiamati a combattere per la nostra sopravvivenza lo facciamo, punto. La forza e il coraggio vengono fuori senza nemmeno doverli pregare.  

Forza e coraggio: Un punto di vista diverso

Dal mio punto di vista esiste una soglia, che una volta sorpassata, la dignità umana viene calpestata. Mi dispiace, sarò impopolare, ma mostrare la propria vulnerabilità a un mondo insensibile e distaccato come questo, non porta da nessuna parte. È indignitoso mostrare la propria fragilità, soprattutto a chi non la comprende, o nel migliore dei casi fa finta per non essere chiamato in causa! Mostrare le proprie debolezze non farà che aumentare il potere che le persone possono esercitare su di noi, perché siatene certi, se ne serviranno a loro favore!

Finti perbenisti

Il mondo è pieno zeppo di persone che ti guarderanno dritto negli occhi e ti diranno che sei bellissima senza capelli e sopracciglia, con la pelle diafana, le occhiaie e le cicatrici in bella mostra, ma appena ti volterai, il loro ribrezzo farà capolino da ogni fibra del loro essere. Non ci erigiamo a perbenisti quando non lo siamo. Viviamo in un’epoca algida, frettolosa, poco attenta alle necessità altrui, distratta dai social media, apatica, poco empatica e che non vuole saperne di chi soffre, ne vale della loro emotività, della loro spensieratezza e del loro spirito di autoconservazione.

Sono solo sincera e non c’entra nulla che io sia una donna che sta combattendo la sua battaglia, c’entra il fatto che se vedo qualcuno mostrare le sue fragilità con il sorriso in mondo visione, la prima cosa che penso è: vogliono fare audience, vogliono commercializzare un prodotto: la sofferenza. Subito dopo mi domando: perché lo fanno? Ciò che mi viene subito in mente è: per distrarci dalle cose importanti! Chi si presta a questo gioco, minimizza tutto quello che c’è dietro una malattia terrificante come il “cancro” e non solo fa il loro gioco, ma sminuisce sé stesso.

Forza e coraggio: Dannata ostentazione

Questa dannata smania per la corsa all’ostentazione su tutto quello che si possiede mi disturba e non poco! Perché dobbiamo mettere sempre tutto in piazza? Per farci compatire oppure per farci invidiare? Per far uscire dall’altrui umana consapevolezza quello squallido spirito compassionevole che non dispongono? Questa è una società malata, che senza trucco e senza inganno ti emargina se non segui il loro corso. Se non ti unisci al branco vieni scaraventato fuori e additato come poco sensibile. Se gridi una verità che si discosta dalla moda del momento sei fuori dal gioco e diventi lo strano di turno! La gente per due like in più sui social e due spicci in più dentro al portafogli, si venderebbero pure la madre, figuriamoci la loro anima!

Forza e coraggio: Non siamo eroi

Non siamo eroi, né guerrieri e non siamo d’esempio per nessuno, combattiamo una battaglia alla volta, nella speranza di non perdere una guerra che, nella migliore delle ipotesi, ci lascerà pieni di ferite fisiche ed emotive. Ve lo dico io come funziona, e parlo per esperienza personale che ho provato indirettamente e direttamente sulla mia pelle, tutto questo ha messo in prospettiva la mia vita più e più volte, perché?

Perché fa paura sapere di avere i giorni contati o che coloro che ami abbiano poco tempo. Sapere di non poter realizzare i propri piani e vivere nel rimpianto di non averci provato abbastanza! Non sapere cosa ci riserva il presente e cosa accadrà poi… Certo, prima o poi tutti ci arriviamo, ma quando si ha la certezza di dover timbrare il cartellino d’uscita a breve, tutto cambia anche la più piccola sciocchezza!

Sentenze drammatiche

Lo scorso autunno, dopo il terzo intervento chirurgico (un 2024 faticoso), l’esame istologico ha rilevato due tumori maligni, carcinomi senza metastasi (che fortuna!). Avrei dovuto affrontare la radio metabolica, diversa dalla chemio terapia, ma allo stesso modo invasiva e devastante a livello fisico. Quando ti arriva una notizia del genere la vivi come una sentenza definitiva che mette tutto in prospettiva. La visione di una vita dove forse tu non vedrai i tuoi ragazzi adolescenti diventare uomini!

Sapete cosa la mente genera dopo una notizia del genere? Pensieri negativi, pensieri intrusivi, pensieri funerei e fin troppe notti insonni. La paura diventa una costante, rischia di sopraffarti, tutto diventa così difficile e chi ti vive accanto soffre, tanto! Conosco quel tipo di sofferenza da quando a mia sorella diedero la sua di sentenza. L’ho letta negli occhi di mia madre quando ha perso la figlia, il fratello, o il nipote e ogni volta si riapriva una ferita non ancora rimarginata. L’ho letta negli occhi di mio marito e anche in quelli dei miei figli che in silenzio hanno portato sulle loro spalle un fardello smisurato per la loro età!

Forza e coraggio: Sofferenza dilagante

Quando ho dovuto spiegare cosa stava accadendo a coloro che amo, ho sofferto!  I miei figli hanno sofferto così tanto ed io non potevo impedirlo. Mio marito si è chiuso in sé stesso, faticava a guardarmi negli occhi. I miei genitori erano disperati. Ho compreso tutti loro, la loro rabbia, la loro tristezza che era anche la mia. Per questo motivo ho scelto di non divulgare la mia situazione, o comunque di farlo con un nucleo ristretto di persone, loro mi avrebbero sostenuta nel momento del bisogno e così è stato; gli altri avrebbero mostrato la classica facciata di solidarietà per poi voltarti le spalle. È un meccanismo di difesa che conosco bene! Per alcuni un atto di codardia!

Purtroppo mio marito ha avuto l’ingenuità di confidarsi con i suoi, nonostante io lo avessi pregato di non farlo, in venti anni hanno mostrato più volte il loro volto. Lui aveva bisogno di un sostegno che io non potevo garantirgli: la sua roccia si stava sgretolando. Mi dispiace per lui per come alla fine si sono comportati: ci hanno voltato le spalle accusandoci di qualcosa che erano stati loro a fare. Ci hanno abbandonato nel momento in cui ne avevamo più bisogno. Io lo sapevo che sarebbe finita così, perché lo avevo già vissuto sulla mia pelle, mentre lui ha dovuto farci i conti e non credo sia stato facile! Volevo solo risparmiargli un dolore!

Dopo la beffa pure il danno

Il loro comportamento è il classico atteggiamento di chi scappa servendosi delle belle parole mentre lo fa quando gridano a pieni polmoni: “Sei una guerriera!”, “Ma tu sei forte, puoi superare qualsiasi cosa!”. Primo, dire una cosa del genere è come dire che dal momento che sei una persona forte puoi sopportare la qualunque, e non è così. Sembra quasi che dal momento che è successo a noi è perché ce lo siamo meritati! Trovo le parole poco lusinghiere e molto cattive! Che poi, ma veramente le persone credono che siamo degli imbecilli che si fanno manipolare con due stupide moine!?! Solo noi possiamo sapere la fatica e la sofferenza che dobbiamo metabolizzare per poter andare avanti!

Forza e coraggio: Una facciata tutta da rifare

Ecco come sono le persone che dicono di tenere a te, ti dicono siamo qui se hai bisogno! Bugia! Lo dicono solo per dare una buona impressione di sé, per non tradire la facciata di perbenismo che indossano all’occorrenza. Sono pochi quelli che ti restano accanto quando stai male, quando soffri per una perdita, quando il dolore finisce per annichilire ogni fibra del tuo essere. Lo fecero molti anni fa quando mia sorella si ammalò di cancro e morì molto giovane. I nostri parenti più prossimi ci allontanarono e poi ci criticarono perché ce ne eravamo restati in disparte.

I miei amici non mi cercavano più, d’altra parte io ero diventata una persona triste che stava affrontando le conseguenze delle brutture di una malattia che non perdona. E se non erano rimasti quelli che facevano parte della famiglia, potevano restare quelli che non ne facevano parte? Ma sono andata avanti, a testa alta. Tutto questo mi ha insegnato a vivere la vita. Ho imparato delle grandi lezioni: le parole sono belle, ma sono i fatti che contano di più. Le esperienze di questa vita straordinaria mi hanno insegnato a riconosce chi ti vuole bene davvero e chi mente e ti inganna per salvare la faccia!

Forza e coraggio: La conoscenza della sofferenza

Sapete chi è che conosce veramente la sofferenza? La sofferenza la conosce chi l’ha provata su sé stesso. La sanno riconoscere perché l’hanno letta nelle pagine della loro vita. L’hanno guardata in faccia e l’hanno affrontata. Sono arrivati al punto di rottura e dopo sono evoluti completando la loro metamorfosi. Sono loro quelli che riescono a capire e a comprenderti veramente.

Un inchino davanti al dolore

La nostra dignità ha un prezzo, è direttamente proporzionale al nostro valore e alla ricerca della nostra felicità. Sarò malvista, consideratemi poco sensibile, la pecora nera del gregge, una donna spocchiosa, arrogante e presuntuosa, mi sta bene, io so di cosa parlo. Davanti al dolore io mi inchino, lo riconosco e lo temo, fa di me una persona compassionevole e arrendevole, fa leva su di me amplificando la mia empatia.

Mostrare le mie debolezze non farà di me una persona dignitosa, né migliore. Tutto questo è affar mio e soltanto mio, rispetto me stessa e me ne prenderò sempre cura, sarò sempre l’unica a farlo. Il mondo, invece, sarà sempre pronto a calpestarla al primo grido d’aiuto, ne faccio volentieri a meno. Sono orgogliosa della persona che sono e della personalità che mostro, chi mi critica, mi isola, mi giudica, che lo facesse pure, non mi importa di quello che pensano di me, io so chi sono e quanto valgo, oggi tutto il resto è una quisquilia!

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