UN AMORE SULLA NEVE

È uscito alla fine del 2022 il nuovo romanzo di Anna Premoli “Un amore sulla neve”. Per definizione è la regina del romanzo rosa italiano e come tale quando esce un nuovo romanzo mi mobilito subito per poterlo leggere, la adoro. La storia è molto carina, in pieno stile “Premoli”: irriverente, ironico, romantico! Forse un tantino scontato, ma ehi… chi se ne frega!

Le pagine di questa commedia romantica sono divertenti, rilassanti, scorrevoli e soprattutto ricche di quella passione travolgente che… ti fa sognare. Adoro leggere questo genere di storie, riaccendono il potere dell’amore!

Un amore sulla neve: la trama

Chiara ha la sua indipendenza, le sue amiche del cuore, il suo lavoro e una famiglia un tantino pesante. La verità è che sua sorella, Elisa, si è appena sposata con l’uomo perfetto e Chiara è ancora single a trent’anni. Tutto sommato le va bene così, però a quanto pare, alla madre la questione proprio non va giù! Vorrebbe vedere sua figlia sistemata.

È domenica e Chiara deve presenziare all’ennesimo pranzo domenicale in famiglia, ora allargata grazie al matrimonio di Elisa. Chiara vorrebbe stare dappertutto tranne che andare a quel pranzo, con sua madre e suo padre che si concentreranno su di lei. Inoltre c’è anche la suocera della sorella che, ovviamente, si comporta come la classica suocera criticona, impicciona e rompiscatole. E, ciliegina sulla torta, c’è Giulio Mantovani, il fratello super figo anche se un po’ ingessato, di suo cognato. Cosa può andare storto?

Ecco, Giulio Mantovani potrebbe essere tranquillamente un serial killer, per quanto ne sappia, ma gli va riconosciuto che sarebbe comunque un serial killer molto affascinante. Ha un non so che per cui gli si perdona tutto, anche le solite risposte banali.

Un paio di sci e un cuore da scaldare

Chiara è disperata per essersi lasciata convincere a trascorrere le vacanze natalizie a Corvara sulle Dolomiti insieme alla sua famiglia e alla famiglia Mantovani, invece di scappare verso l’agognato sole dei tropici. L’ultima volta che ha messo gli sci ai piedi, parecchi anni prima, si era ripromessa di non farlo mai più. Non può neppure invocare la complicità della sorella Elisa che, essendo fresca di matrimonio, ha deciso di dimostrare al consorte, fanatico sciatore, quanto sia ansiosa di macinare chilometri di piste innevate.

E così Chiara, una volta arrivata, si rende conto che nulla potrà salvarla: dovrà unirsi agli entusiasti sciatori e sperare di tornare tutta intera. In vacanza con loro ci sarà anche Giulio che con i suoi enigmi sta intrigando Chiara. Ma si sa, le sfide più ardue sono anche le più emozionanti: riuscirà Chiara a non lasciare sulle piste i legamenti e… soprattutto il cuore?

Giulio allunga una mano nella mia direzione e mi sfiora la mano con la punta del dito. È il tocco più sensuale che abbia sperimentato da un sacco di tempo. Potrebbe sembrare niente, e invece promette fuochi d’artificio. Giulio Mantovani finirà per rivelarsi decisamente pericoloso, a giudicare dalla mia reazione a un gesto così banale.

Un amore sulla neve: esplorazioni interessanti

I due protagonisti rispettano entrambi i ruoli assegnati dall’autrice. Chiara è la classica ragazza indipendente, in cerca del vero amore, un po’ imbranata e con una spiccata ironia che la rende brillante e apprezzabile. Giulio è un bel ragazzo, alto, atletico, intrigante ed enigmatico quanto basta per accendere in Chiara curiosità. Peccato che sia il fratello del marito di sua sorella. Esplorare quel mondo potrebbe rivelarsi interessante, ma anche potenzialmente imbarazzante per ovvi motivi.

Quindi che fare? Lasciarsi trasportare dagli eventi o aspettare che lui faccia la prima mossa? Sempre che sua madre non fiuti nulla, altrimenti saranno guai seri per la nostra sagace ragazza!

Un amore sulla neve: la suocera

C’è chi afferma che il ruolo della suocera sia quello della mamma una volta acquisito il legame con il rispettivo figlio o figlia che sia. Non sono d’accordo e trovo tale affermazione antidiluviana e di cattivo gusto nei confronti della propria mamma. Intanto perché chiamare mamma la suocera è come insultare il ruolo che ha avuto una madre nella vita della sua progenie. La mamma ci cresce con un amore di cui solo lei è capace, un amore che una suocera nei confronti di una figlia acquisita non potrà mai percepire, d’altra parte è giusto che si schieri dalla parte del figlio per il quale nutre un amore incondizionato.

E poi a una madre si deve attribuire tutto il merito di aver cresciuto i suoi figli così come sono: con i loro pregi e i loro difetti. Sono fermamente convinta che di mamma ce ne sia una sola. L’amore che unisce madre e figlio/a è qualcosa di immenso e puro, su cui nessuno deve mettere il becco. La mamma resta sempre la mamma, così come la suocera resta sempre la suocera!

Un amore sulla neve: semplice come l’amore

Siamo davanti a una storia semplice, dove tutto è facile, non ci sono giri immensi per poi ritrovarsi. Non c’è finzione, né inganno o intrighi pazzeschi da cui districarsi. È bello trovarsi davanti a una storia che è capace di regalarti un’oasi di felicità: dove per una volta tutti sanno quello che vogliono e se lo vanno a prendere!

Il libro fornisce anche una chicca. Il prequel su cosa succedeva a Chiara (e Sveva) qualche mese prima dei fatti narrati in “Un amore sulla neve” dal titolo “From Baska with love”. Buona lettura!

In quel momento – maltrattata dagli agenti atmosferici, rimasta addirittura senza un’orribile tenda come protezione, bagnata fino al midollo e leccata in lungo e in largo da un enorme cane – scoppiai a ridere a crepapelle, come mi era capitato poche volte. Accarezzai con una mano la morbida testa pelosa del golden e fissai i suoi begli occhi. Cane e padrone condividevano quella caratteristica. Ed erano anche piuttosto simpatici, a pensarci bene.

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