SULLA MORTE E SULLA VITA

Voi ci pensate mai alla vostra morte? Al giorno in cui non esisterete più? Fate pensieri sulla morte e sulla vita? Oddio, lo so che è un discorso macabro e triste, però io ci penso spesso, ci ho sempre pensato, un po’ perché sono stata messa davanti a questa dura realtà quando ero davvero troppo giovane e mi sono fatta un sacco di domande sul senso della vita. Sarà che in questo periodo penso che ogni giorno che se ne va è un giorno in meno che vivrò, per questo voglio vivere al meglio e non mi voglio precludere nulla.

Sento il desiderio di fare ancora tante cose, vorrei lasciare un segno di me, di quello che sono, di quello che penso. Magari con questo blog già lo sto facendo senza rendermene conto!

Sulla morte e sulla vita: un brutto sogno

La vita è stata dura, non che quella degli altri lo sia di meno, temo che lo sia per tutti! Quando perdi qualcuno di molto importante nella tua vita, in giovane età e hai tutta la vita davanti, quell’evento ti segna per il resto della tua esistenza, inevitabilmente si riflettere, si pensa in modo diverso, si vedono le cose sotto una prospettiva del tutto differente anche dai tuoi coetanei.

Quando mia sorella se ne andò via, lasciò un grande vuoto nella mia vita e in quella di mia madre e mio padre. Non solo è stata dura metabolizzare tale perdita, lo è stato ancora di più guardare i miei genitori disperarsi, incolparsi, il loro dolore era tangibile, quasi materiale. Lo giuro, è stata tanto dura dover fare i conti con qualcosa di inconcepibile, incomprensibile. Ancora oggi se ripenso al passato, mi chiedo se sia davvero successo o se è stato solo un brutto sogno!

Ma che ne sanno di me!

Abbiamo e ho vissuto sotto il faro del giudizio per troppo tempo. Ci sono persone che  ancora, dopo tutto questo tempo, mi giudicano e mi criticano per le scelte che faccio, per il mio modo di essere, ma che ne sanno della me che ha sofferto e che nonostante il dolore ha saputo anche sorridere di nuovo. Che ne sanno le persone del mio vissuto e di come mi sono rialzata tante volte, tirando su le spalle con una fierezza che solo chi sa cosa vuol dire soffrire, conosce. Cosa diavolo ne sanno le persone che mi guardano dall’alto verso il basso di cosa ho perso nel corso della mia vita e come ho saputo reagire.

Non credete che dopo la dipartita di mia sorella la mia vita sia stata facile, tutt’altro. Per tanto tempo ho creduto che la mia vita sarebbe andata meglio, in un crescendo di avventure fantastiche che mi avrebbero regalato pace e attimi di felicità. Pensavo che non mi sarebbe successo più niente di brutto nella vita, perché già avevo perso troppo! Pensavo che lo scorrere del tempo sarebbe stato, per me, glorioso. Il peggio era capitato, cosa poteva andare ancora storto?

Sulla morte e sulla vita: vivere oltre

Certo, ci sono stati momenti buoni, ma non nego che sono stati contornati da episodi che hanno messo a dura prova la mia sanità mentale. Sembrava che le brutture non finissero mai. Quando ti capita il peggio e poi ancora e ancora, diventa difficile non essere pessimisti. Solo chi ci passa lo capisce, gli altri si limitano a criticarti, a dirti che hai un atteggiamento vittimistico.

Mi viene da sorridere! Non ho mai pensato di fare la vittima per ciò che mi è accaduto o per ciò che di continuo mi accade, ci scherzo in modo sarcastico e questo non fa di me una vittima, solo una persona in grado di sdrammatizzare di un destino infausto. Nel mio raccontare cerco confronto e non credo che ci sia nessuna forma di vittimismo in questo! È solo il mio modo di vivere la mia vita. Questo lo capisce solo chi è in grado di vedere oltre e come diceva qualcuno, “oltre” non è un luogo per tutti!

Una vita piena di fregature

Dico questo perché dopo la beffa ho dovuto sopportare anche il danno. Le persone sono cattive e sguazzano nel dispensare cattiveria. La perdita di una persona cara, di una giovane vita, ti mette davanti a una realtà che fa riflettere e in quelle riflessioni mi sono trovata ad affrontarle sempre da sola, per questo oggi io nella mia solitudine ci sto benissimo, mi ci sento a mio agio, perché ho imparato ad apprezzarla e a rispettarla. Io che ero sempre accerchiata da amici grazie al mio temperamento solare, mi sono ritrovata ad affrontare tutto in solitudine, poiché alla gente non piace se porti riflessioni, malinconia e confronto.

Queste persone che mi hanno escluso per pigrizia mentale, le ho tagliate fuori dalla mia vita e mi sono costruita il mio mondo all’interno della mia corazza che abbasso solo quando comincio a fidarmi e anche così sono stata tradita un sacco di volte. Oggi, con circa mezzo secolo sulle spalle, mi concedo sempre meno e la mia guardia è sempre molto alta. Difficilmente mi fido e quando decido di farlo lo faccio con diffidenza e un certo distacco che mi impedisce, nel caso, di prendere l’ennesima fregatura!

Sulla morte e sulla vita: cosa ne sarà di me!

Per tornare al discorso iniziale, spesso mi chiedo cosa succederà una volta che me ne sarò andata, a cosa penserò, cosa vedrò, cosa sentirò, che cosa lascerò dietro di me? Un po’ sono curiosa, un po’ ne sono spaventata, non vorrei mai che i miei due figli soffrissero per questo. Conosco il dolore della perdita e vorrei tanto risparmiarglielo. Da mamma che li vedrà sempre come i suoi piccoli bambini che non crescono mai, vorrò sempre proteggerli e abbracciarli quando qualcuno o qualcosa farà inciampare il loro umore.

Sulla morte e sulla vita: parola d’ordine: leggerezza

Certo, ad essere così riflessivi ci si rimette e si rischia di essere pensanti. Ci sono persone che come me vivono la vita con pesantezza, per questa ragione è difficile farci accettare. lo vedo questo aspetto come un privilegio, poiché mi spinge verso la ricerca di me stessa in una versione migliorata e aggiornata. Di me stessa penso anche di avere una tendenza esagerata ad essere oscura, lugubre e negativa, una persona che si chiude in un viaggio introspettivo senza pause: onestamente mi piacerebbe essere più leggera.

Cercare la verità del mio io senza cadere in quel buco nero dove si rischia di essere risucchiati. Mi piacerebbe avere più senso ironico e riuscire ad alleggerirmi di tutto quel peso che mi porto sulle spalle da troppo tempo. Vorrei che le persone mi capissero senza dovermi sforzare troppo e che vedessero oltre la mia facciata. Mi piacerebbe essere accettata per ciò che sono, con tutti quei brutti difetti che spuntano fuori nei momenti più impensati e con tutti quei pregi che si nascondono dietro la mia sofferenza e diffidenza!

Sulla morte e sulla vita: abbiamo vinto!

La vita è bella con tutte le sue brutture e vale la pena di viverla, un giorno al meglio e accettare anche il giorno che volge al peggio. Concediamoci di pensare alla morte come ad un viaggio che ci regalerà un’altra affascinante avventura! Siamo qui per questo, per vivere e per morire e se nel mentre facciamo qualcosa di buono e lasciamo di noi note positive, pace e amore, abbiamo vinto!

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