SOLE DI MEZZANOTTE

In “Sole di mezzanotte” di Jo Nesbo, clicca qui per l’acquisto, il protagonista fugge dal recente passato andando alla ricerca della salvezza. Senza alcun dubbio tra le righe di questa storia non è difficile leggere il pathos che determina la personalità del protagonista: un uomo di trentacinque anni con un passato discutibile, un dolore grande da metabolizzare e la sua corsa per fuggire via che si preannuncia faticosa e turbolenta.

Scesi dall’autobus a notte fonda. Strinsi le palpebre per riparare gli occhi dal sole che a nord arrancava sopra un’isola al largo. Rosso e spento. Come me. Dietro, altro mare. E, dietro ancora, il Polo nord. Magari lassù non mi avrebbero trovato.


Sole di mezzanotte: la trama

Agosto 1977. Contea Finnmark nell’estremo nord della Norvegia.  Jon Hansen, o Ulf, così dice di chiamarsi, uno spacciatore in fuga, cerca un posto dove nascondersi. Ha viaggiato per 1800 chilometri su treni e autobus fino a un paesino sperduto, nell’estremo nord della Norvegia. Aveva dei buoni motivi per tradire “Il Pescatore”, il signore della droga con cui lavorava a Oslo, ma ora ha i suoi sicari alle calcagna.

Scende dalla corriera a Kasund, dove dice di essere un cacciatore, peccato che con sé non abbia neppure un fucile. Lì, in quel luogo sperduto, trova un capanno da caccia, una donna, bella, e un ragazzino che non vede l’ora di parlare con un forestiero. Non dovrà attendere a lungo per scoprire se, anche per uno come lui, sia possibile la via della redenzione. Oppure se davvero la speranza non è altro che un’invenzione del diavolo.

Ma allora cosa significa essere bravi a perdere? Incrociai lo sguardo di Lea oltre le spalle del ragazzino. – Avere il coraggio di perdere un’altra volta.-

Un passato da metabolizzare e un presente per riscattarsi

Gli abitanti del posto non gli fanno domande, lo accettano nella comunità e gli propongono ospitalità in un rifugio provvisorio. La sua vita è in pericolo, presto lo troveranno, tuttavia riesce a nascondere sé stesso e tutti i soldi che ha rubato: gli sarebbero serviti per salvare la vita di Anna, la sua piccola bambina, purtroppo è arrivato troppo tardi!

In questo luogo inospitale e brullo, incontra persone buone e corrette, che gli faranno vedere il lato buono della vita. La sacrestana Lea, di cui si innamorerà, il figlio logorroico Knut, e il vecchio Mattis dimostreranno di essere persone, o meglio amici, su cui poter contare veramente. Ma il signore della droga norvegese, alias “il Pescatore”, non lascia mia nulla in sospeso e per Ulf nascondersi dai suoi sicari non servirà a nulla, lui non si fermerà finché non vedrà con i suoi occhi il suo corpo senza vita.

Sole di mezzanotte: redenzione

In questo paesino insignificante, Ulf scopre il vero significato della vita, trova l’amore e la consapevolezza di volere qualcosa in più rispetto a quello che ha sperimentato fino a quel momento. Si ritrova a guardare in faccia la realtà e a combattere contro i suoi demoni: deve abbatterli! In questa nuova vita sente di non voler sciupare la sua seconda chance, qui trova conforto e umanità, si permette di desiderare ardentemente qualcosa che non pensava sarebbe mai arrivato, tanto da cercare la redenzione.

Ciò che emerge dal racconto è il tortuoso percorso emotivo che il protagonista affronta fino ad arrivare alla famigerata redenzione. Ci riesce solo grazie alle persone che incontra sul suo cammino, saranno determinanti, poiché gli faranno apprezzare l’altra faccia della medaglia, che ha il sapore del buono e del giusto! Il tutto accade sotto il sole di mezzanotte che non accenna a tramontare mai durante l’estate a nord della Norvegia. Un nascondiglio non proprio perfetto per chi non vuole farsi trovare e allora Ulf dovrà escogitare qualcos’altro…

Allo stesso tempo concepii per la prima volta il pensiero più triste in assoluto: che è impossibile tornare indietro. Che l’ora diventa allora, l’ora diventa allora in un maledetto battibaleno, e non esiste una retromarcia in quello stramaledetto veicolo che chiamiamo vita.

Giallo sbiadito

In questo romanzo Jo Nesbo  racconta una storia che si preannuncia come un vero giallo, ma che in realtà di giallo ha ben poco. Tuttavia l’autore riesce a mettere a nudo il profilo psicologico del personaggio che lo porterà inevitabilmente a fare i conti con sé stesso e il suo passato. È attraverso la ricerca introspettiva del suo essere che capisce il genere di persona che vuole essere, non di certo un carnefice, ma un uomo in grado di distinguere il bene dal male.

Sole di mezzanotte: I Sami

Un aspetto originale del romanzo è la descrizione della popolazione locale: i Sami,  un popolo che ha mantenuto nel tempo i valori e principi su cui si basa la loro cultura e la loro religione. È un gruppo etnico che basa la loro vita sui loro valori e principi. I Sami hanno una religione rigida, che si rifà alle più antiche tradizioni della Bibbia. Ovviamente è in netto contrasto con la vita del protagonista, come a voler dimostrare che al male si contrappone sempre il bene.

Sole di mezzanotte è una lettura breve, in qualche punto un po’ lenta, onestamente mi aspettavo qualcosina in più. Non mi è dispiaciuta, ma non mi ha nemmeno colpita più di tanto.

Gradimento (da 1 a 10): 6

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