NUOVE TENDENZE, NUOVE DIPENDENZE!

L’era 2.0 ha portato con sé l’incremento dell’utilizzo della tecnologia che via via si è trasformata e oggi possiamo vantare di essere, più o meno tutti, high-tech. Con le nuove tendenze, arrivano anche nuove dipendenze! Se negli anni ’80 andava di moda la droga tradizionale, come l’eroina, la marijuana, la cocaina e poi andando avanti col tempo c’è stato il boom della droga sintetica, oggi, nel primo ventennio degli anni 2000 ad andare di moda sono i dispositivi: cellulari, tablet, video giochi per console e via dicendo.

Se pensiamo che questi dispositivi siano innocui giocattolini per trascorrere il tempo ci sbagliamo di grosso.  Se pensiamo che questi aggeggi non creino dipendenza siamo dei poveri illusi. Possiamo pensare quello che volgiamo, addirittura negare l’evidenza, ma siamo aggrappati a questi dispositivi h24 per 365 giorni all’anno (nomofobia), senza dei quali ci sentiamo persi!

Nuove tendenze, nuove dipendenze: la vita intera dentro un dispositivo

All’inizio i cellulari erano solo strumenti per poter raggiungere telefonicamente le persone, con l’avvento degli sms tutto è cambiato, si sono aggiunti gli mms, le note vocali, le foto, i video e i telefonini hanno cominciato ad evolversi fino a diventare strumenti con cui facciamo tutto: dalla semplice chiamata al video sotto l’acqua per misurare le abilità acquatiche di nostro figlio.

In contemporanea sono nati i social media e questo ha ingarbugliato ancora di più la nostra vita dal momento che possiamo seguire i nostri profili social direttamente dal dispositivo. La verità è che nel nostro telefono cellulare c’è tutta la nostra vita! Oltre alle foto e ai video, ci sono le app della banca, delle nostre carte di credito, insomma è come portare con noi il nostro scrigno di preziosi sempre in giro! Ed è un bene? Temo di no!

Dai più piccoli ai più grandi, tutti schiavi dei cellulari

Per non parlare dei bambini che fin da piccoli tengono in mano questi aggeggi molto pericolosi con cui giocare e guardare video o cartoni. Lo si fa per tenerli buoni, perché noi genitori, in questo modo, non impazziamo per farli stare calmi e goderci una serata in pizzeria, quando invece dovremmo solo dedicare loro del tempo per non ritrovarci poi con un bel problema da risolvere.

I bambini e i ragazzi di oggi mi sembrano degli zombie con comportamenti disturbati quando, per causa di forza maggiore, un genitore toglie loro l’aggeggio incriminato. Dai più piccoli ai più grandi, siamo tutti schiavi dei cellulari a causa di tutti gli imput, gli stimoli, le informazioni che ci forniscono. Spesso è davvero difficile far comprendere l’importanza di fare una passeggiata all’aria aperta, piuttosto che giocare con una console. O semplicemente parlare con il nostro interlocutore senza la distrazione dei bip dei messaggi.

Nuove tendenze, nuove dipendenze: genitori assenti

Tendo a temporizzare l’utilizzo dei dispositivi dei miei ragazzi, non sempre è facile, non sempre ci riesco. Soprattutto perché le limitazioni vengono solo da me, mentre i loro amici hanno il loro libero arbitrio sull’utilizzo del cellulare e quindi più spesso del dovuto mi ritrovo a dover spiegare le mie ragioni e a imporre la mia volontà che si discosta di tanto da quella di altri genitori.

Nuove tendenze, nuove dipendenze: mai criticare l’operato altrui

Quando i miei figli erano piccoli e veniva lo zio a trovarli, li rimproverava di continuo perché stavano troppo vicino al televisore, sottolineando la scarsa capacità della madre di farsi sentire. Non era questo il punto! Magari glielo avevo ripetuto cento volte, ma i bambini non sanno stare fermi, ballano e cantano durante i cartoni e quindi si alzavano e si avvicinavano e lui era sempre pronto a puntare il suo bel dito arrogante e saccente.

Oggi lo zio dei miei figli ha una bambina di quattro anni, che vive in funzione dei dispositivi dei genitori e guai a toglierlo dalle sue candide mani, sono urla e calci, un comportamento da sociopatica che andrebbe curato da uno specialista. Ma io resto nel mio angolo e sapete cosa ho fatto? Un bel niente, stanno già a pezzi così, sottolinearlo, nonostante lui lo abbia fatto con me tante volte da farmi sentire inadeguata, non cambierebbe la situazione. Loro hanno un problema grande e se ne accorgeranno anche se adesso negano l’evidenza. Io penso al mio orticello, senza giudicare o criticare l’operato altrui!

Sindrome della testa bassa

Mi fanno tanta tristezza questi ragazzi affetti dalla “sindrome della testa bassa” sui loro display! Sono distratti, incapaci di godersi il mondo circostante. Non comunicano se non con un messaggio e mi fanno tanto ridere, perché si fanno la fidanzata virtuale e poi si lasciano sempre tramite uno squallido messaggio. A dare il buon esempio dovremmo essere noi adulti, invece è proprio da noi che prendono spunto. Man mano che andiamo avanti esce sempre più marcio tanto da esserne risucchiati e in qualche modo anche schifati.

Nuove tendenze, nuove dipendenze: un esempio calzante

Sono stata in ospedale per un intervento chirurgico, ero in stanza con tre signore tutte sopra i sessant’anni, tutte munite di dispositivo. Hanno rasentato la follia pura con i loro cellulari. Suonerie altissime, audio elevato tanto da sentire qualsiasi cosa si stessero vedendo. Bip di messaggi a tutte le ore del giorno e della notte, chiamate a tutte le ore del giorno e della notte. Ho vissuto un piccolo inferno personale, soprattutto quando uscita dalla sala operatoria ero in pieno sovraccarico sensoriale.

Avevo bisogno di silenzio, di buio, di conforto. Invece ho trovato suonerie che strillavano, luci sincopate che abbagliavano, voci che urlavano. In quel momento mi sono chiesta: dov’è finito il buon vecchio rispetto? Dove diavolo è finito il senso civico? Ma soprattutto mi son ripromessa di restare calma e ho fatto una considerazione: dove finisce la mia libertà inizia solo una gran rottura di coglioni, passatemi il termine, garantita dal mio umanissimo prossimo!

Nuove tendenze, nuove dipendenze: follia allo stato puro

La mia vicina di letto, una signora di quasi ottanta anni, teneva ben stretto il suo cellulare su una mano, quella con la flebo attaccata, però di rifiutava di mangiare, un po’ per attirare attenzione, un po’ per inappetenza da dolore, ma il telefono non lo mollava mai! Follia allo stato puro! La questione adesso mi appare grottesca e un tantino inquietante.

Oppure la signora di fronte a me che ci ha fatto ascoltare ad alto volume una serie di ricette prima e di barzelletto dopo. Quando è troppo è troppo! Senza neanche volerlo ho saputo in poco tempo gli affari loro, tanto era altro il volume dei loro cellulari. Dove sono finite la discrezione e l’intimità?

Un passo indietro

Fare un gran bel passo indietro mi sembra imperativo! È un atto dovuto per recuperare la nostra dignità e quel poco di senso civico che ci permette di provare un briciolo di umanità nei confronti del nostro prossimo. Dobbiamo impegnarci a recuperare l’equilibrio. Dovremmo, come esseri umani dotati di un cervello funzionante, essere in grado di capire che questa dipendenza ci sta portando via la nostra vita senza nemmeno accorgercene. Abbiamo il dovere morale di fermarci davanti all’impulso che questa dipendenza ci ha creato, forse possiamo ancora farcela!

Nuove tendenze, nuove dipendenze: cambio di rotta

Sono solidale con le iniziative di alcuni ristoranti che ti fanno lo sconto se mangi senza utilizzare il cellulare per incentivare la comunicazione tra le parti, questo provvedimento dovrebbe essere esteso un po’ ovunque! Unico scopo: riscoprire l’arte della comunicazione che potrebbe anche essere più ricreativa e meno solitaria della relazione che si instaura con un dispositivo. Mi uniformo al pensiero della scuola che limita l’uso dei dispositivi e li raccolgono in una scatola, altrimenti i ragazzi starebbero sempre a fare “dirette Instagram”.

Nuove tendenze, nuove dipendenze: la vie est belle

Sarebbe opportuno creare un disegno legge, così come è stato fatto per il fumo, e vietare in alcuni luoghi comuni l’utilizzo dei dispositivi proprio per non ledere né disturbare la tranquillità altrui. È un peccato rimanere intrappolati con gli occhi sopra questi aggeggi, perché ci stiamo perdendo troppo di questa vita che fugge via velocemente e trascorrerla scorrendo la bacheca di un social mi sembra davvero tempo sprecato.

Dal canto mio, che già da tempo ho limitato l’utilizzo dei miei dispositivi, cercherò di impegnarmi a ridurlo al minimo, affinché possa godermi il viaggio di questa mia vita in tutta la sua gloriosa bellezza.

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