L’ANNO BISESTILE – ANNO BISESTO ANNO FUNESTO

Ho avuto l’onore e il privilegio di leggere un romanzo che mi è piaciuto moltissimo, la cui forma è scorrevole e la trama di grande attualità. “L’anno bisestile“: anno bisesto anno funesto, non è così che si dice? Opera di Francesco Langianni (clicca qui per vedere la presentazione), edito da Betti Editrice, è un romanzo che ha avuto un grande impatto sui miei pensieri, proprio perché tratta un argomento di vitale importanza nella società odierna: la famiglia. L’autore sottolinea con acuta intelligenza gli aspetti negativi che purtroppo oggi giorno infettano la maggior parte delle famiglie, anche a causa delle molteplici differenze che si possono notare tra l’aspetto della famiglia di un tempo e quello su cui si basa adesso!

L’anno bisestile – anno bisesto anno funesto: incontrare nuovi autori è sempre un piacere!

Non conoscevo questo autore, Francesco Langianni, ma grazie alla sua partecipazione al concorso “I valori della famiglia” Memorial Giovanni Leone 2 edizione indetto dall’Ass. Luce dell’arte, ho avuto la possibilità di incontrare la scrittura giovane e frizzante, molto accattivante, di questo autore emergente che permette al lettore di entrare nella vita dei protagonisti e di immergersi in tutti quelli che sono i meccanismi, talvolta esasperanti, di una famiglia tipica di oggi, con tutte le complicazioni che derivano da diversi aspetti, come la condizione economica o la mancanza di tempo dovuta al lavoro che spesso opprime l’intimità della coppia.

L’anno bisestile – anno bisesto anno funesto: la trama

“Solo chi ha un passato tremendo come il suo può scovare la bellezza nella normalità”

Elisabetta e Massimo, dovrebbero essere oramai una coppia collaudata che vede svanire il sogno di poter acquistare la casa in cui abitano. Elisabetta è prima di tutto una donna, la mamma di due bambini e un’infermiera. Il lavoro e le incombenze familiari cominciano ad essere gravose per lei, tanto da sentirsi soffocare. Massimo invece pulisce le strade e gli spazi verdi di Pontassieve, il paese in cui vivono. Lui si sente schiacciato dall’impotenza di poter dare di più alla sua famiglia. In più, sembra proprio che ogni suo sforzo sia comunque vano agli occhi della moglie!

Solo l’eredità, che aspettano già da un po’, potrebbe cambiare la loro vita e forse anche il loro rapporto che vive un momento di stanchezza. È questa la ragione per la quale, mentre aspettano l’eredità, Elisabetta si imbatte in Marco, un uomo conosciuto in chat, col quale comincia una relazione.

“Siamo state educate a cercare il principe azzurro o sbaglio?”

Sentirsi estranei…

Massimo trova rifugio nel lavoro, prendendo sotto la sua ala un collega, Nikola, che sulle spalle porta il peso della guerra in ex Jugoslavia. Proprio quando l’eredità sta per arrivare Elisabetta non riesce più a rintracciare Marco, l’uomo con cui aveva intrecciato una relazione. Massimo, invece, comincia a chiedersi la ragione della scomparsa del suo collega Nikola, che è diventato anche il suo migliore amico. Entrambe le persone con cui i due coniugi avevano trovato conforto spariscono nel nulla, facendo perdere le loro tracce. Il dubbio si insinua nella coppia! Come è possibile che ci sia un collegamento tra le due persone? Cosa sta succedendo? Come andrà a finire tra Elisabetta e Marco? La loro unione è finita per sempre, oppure c’è ancora speranza?

L’anno bisestile – anno bisesto anno funesto: calarsi nel personaggio

Chi di noi, leggendo un romanzo, non si identificata nella protagonista o nel protagonista? Non è proprio questo che fa un romanzo? Farci calare nella parte del personaggio e viverla. È così che riusciamo ad immedesimarci nei personaggi e a infilarci nei loro panni.  Il più delle volte non ci vanno nemmeno stretti! Possono, infatti, rispecchiare la nostra vita, dove le nostre mancanze o quelle di chi ci vive accanto, creno una serie di frustrazioni e di disagi che in qualche modo mettono in discussione la stabilità della famiglia di cui si è membri.

Ho qualche domanda da porre all’autore: Ha scelto una tematica molto attuale, il suo romanzo rispecchia il quotidiano di una famiglia in tutte le sue sfaccettature: dai fallimenti ai successi. Come mai hai scelto proprio questa tematica? Cosa l’ha ispirata?

Ho scelto la tematica della famiglia perché è da qui che tutto parte. L’educazione ricevuta nei primi anni di vita ci condizionerà, nel bene e nel male, per i restanti anni. Gli adulti, di fatto, sono coloro che indicano il tragitto alle nuove generazioni, fornendo loro tutti gli strumenti necessari per progredire nella vita. Ne “L’anno bisestile” metto in mostra il cortocircuito di questa dinamica, infatti, i genitori protagonisti di questa storia, presi dalle crescenti difficoltà di un menage familiare impegnativo – un amore che nel tempo si è assopito, senza aiuti esterni, stipendi bassi e un paese, Pontassieve, che offre poche opportunità – invece di cercare conforto nell’altro per rafforzare il legame familiare, guardano all’esterno, oltre i confini affettivi, nella speranza vana di trovare un sostegno che si rivelerà ben diverso da quello che sembra.

L’anno bisestile – anno bisesto anno funesto: Chi ha influenzato il suo percorso come scrittore? Quale è stata la ragione per la quale si è avvicinato alla scrittura? 

Nasco come un appassionato lettore che con il tempo ha provato anche a scrivere non pensando di venire subito pubblicato. La ragione principale per cui mi sono avvicinato alla scrittura è perché grazie ad essa possiamo dare voce a chi non c’è l’ha. Ritengo quindi, che la scrittura abbia anche un ruolo sociale, infatti, oltre a divulgare cultura attraverso la narrazione,  ha la nobile ragione di poter sottolineare il grido di dolore di chi altrimenti non avrebbe voce in capitolo.

L’anno bisestile – anno bisesto anno funesto: Chi scrive bene come lei, sa emozionare il lettore! Quali sono, invece, le emozioni che sono emerse a lei durante la stesura del suo romanzo?

Durante la stesura de “L’anno bisestile”, dovendo approfondire il tenore di vita e il quotidiano di una famiglia borghese contemporanea non ho potuto fare a meno, quando raccoglievo informazioni attraverso giornali o il web, di notare quanto sia impegnativo il periodo che stiamo attraversando. La mancanza di opportunità professionali  e una vita in cui siamo chiamati ad essere necessariamente multitask, tende ha logorare il rapporto con gli affetti, proprio quando invece la famiglia dovrebbe funzionare da collante. Oggi giorno la vita di una famiglia è molto diversa da quella che eravamo abituati a vivere.

Secondo lei perché è così cambiata questa istituzione? Cosa ha permesso alle famiglie vecchio stampo di lasciare libero il passaggio a quelle di nuova generazione?

La vita all’interno di una famiglia è cambiata quando le donne hanno iniziato a lavorare, l’educazione delle nuove generazioni è passata da un taglio prevalentemente familiare, diciamo fatto in casa, a uno istituzionale in cui i giovani passano molto più tempo all’esterno – tempo lungo a scuola, associazioni sportive, corsi di recupero, aperitivi – in questo senso si è perso un’intimità, che però può essere recuperata migliorando la qualità del tempo passato in casa.

L’anno bisestile – anno bisesto anno funesto: Quali sono, secondo il suo punto di vista, i principi cardini su cui si devono basare i valori della famiglia?

I valori cardini di una famiglia sono il dialogo e la flessibilità. In altre parole, pranzare e cenare con la televisione spenta e accettare – per quanto possibile –  le diversità dell’altro.

Come si rapporta lei con la lettura? Qual è il suo genere letterario preferito? E quali sono i suoi autori preferiti? Si è ispirato a qualcuno di loro nella stesura del suo romanzo?

A proposito di letture, cerco di leggere di tutto, negli ultimi anni prediligo i reportage narrativi e la letteratura balcanica e iraniana anche se il mio autore preferito rimane John Maxwel Coetzee, premio Nobel nel 2003, la cui scrittura tanto semplice quanto approfondita e precisa rappresenta per me un punto d’arrivo.

L’anno bisestile – anno bisesto anno funesto: Il messaggio del suo romanzo quale vorrebbe che fosse per i suoi lettori?

Mi piacerebbe che una lettrice o un lettore, giunto alla fine de “L’anno bisestile” si comportasse in modo diverso dai protagonisti i quali hanno preferito prendere strade che li hanno allontanati dalla famiglia piuttosto che  sedersi intorno al tavolo di cucina e cercare un confronto che li avrebbe aiutati a prendere una decisione più sana.

L’anno bisestile – anno bisesto anno funesto: Chi è Francesco Langianni nella quotidianità?

Sono padre di tre figli, Alice, Zeno e Giuditta, lavoro da anni con minori e adulti autistici e quando ho un minuto libero mi tuffo in piscina oppure prendo la moto e parto per strade di montagna.

Ci sono progetti nel suo futuro? Magari un nuovo romanzo? Se sì, di cosa parla? Sempre che ne voglia parlare!

Dopo “L’anno bisestile”, che è possibile acquistare cliccando qui, ho pubblicato “Non ho colpa” edizioni della Meridiana, un altro libro che sta avendo un buon successo di critica. Ho approfondito un tema molto forte, la pedofilia, la storia infatti narra di un uomo accusato ingiustamente di essere un pedofilo.  Anche in questo caso ho sottolineato il decadimento psicologico di un uomo abbandonato dalla società, infatti dopo un’accusa del genere i legami si sono tutti recisi. In entrambi i romanzi i protagonisti si ritrovano adulti e soli a dover fare i conti con un destino che gli ha chiusi in un angolo quando invece pensavano di vivere gli anni più belli della propria vita.

La famiglia intesa come albero della vita

Siamo arrivati alla conclusione dell’intervista con Francesco Langianni, che ringrazio vivamente per la sua disponibilità, il quale ci porta a fare un’ulteriore riflessione sui vari aspetti di cui abbiamo parlato. La famiglia è e resterà sempre la terra su cui si poggia l’albero della vita, penso che per questo motivo debba avere tutta la nostra attenzione e dedizione, affinché possa crescere rigoglioso!

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