LA RAGAZZA NELLA NEBBIA

La ragazza nella nebbia di Donato Carrisi, specializzato in criminologia e scienza del comportamento, mi ha tenuta col fiato sospeso e con gli occhi incollati sulle pagine, direi che è stata una lettura a dir poco superlativa.

La ragazza nella nebbia: la trama

Ad Avechot la vita dei suoi cittadini scorre tranquilla, ci sono famiglie molto benestanti che si sono arricchite grazie alla scoperta della fluorite sotto le sue montagne e naturalmente ostentano la loro situazione economica, e famiglie a cui la vita è cambiata, addirittura peggiorata a causa della scoperta di questi giacimenti.

Una comunità tranquilla

Tuttavia nella comunità tutto appare assolutamente normale fino a quando una ragazzina di sedici anni, una studentessa modello, una ragazzina dolce e gentile che aveva un sorriso per tutti, che amava i gattini e che si occupava di insegnare ai più piccoli la parola di Gesù, sparisce nel nulla in una serata di nebbia il giorno prima della Vigilia di Natale!

Anna Lou proviene da una delle famiglie benestanti che si sono arricchite grazie alla fluorite, al contrario di altri non ostentano la loro posizione, sono molto religiosi e non si capacitano di come una cosa del genere possa essere capitata a loro. Poco dopo la denuncia di scomparsa della ragazzina ad Avechot sopraggiunge l’ispettore Vogel, specializzato in casi di questo genere, anche se la sua carriera ha subito una piccola battuta d’arresto a causa di un caso andato a finire male! Ora grazie a questa nuova circostanza la sua carriera potrebbe ritornare ad essere gloriosa come un tempo!

Quella luce di festa avrebbe segnalato a tutti là fuori che fra quelle mura si stava consumando un dramma. Sarebbe diventata una presenza ingombrante. La gente, i vicini avrebbero potuto ignorare l’albero e il suo significato, anzi col tempo ne sarebbero stati infastiditi. Passando davanti casa loro, avrebbero cambiato marciapiede proprio per evitare di vederlo. Quel simbolo avrebbe allontanato tutti dai Kastner, aumentando la loro solitudine. Perché il pedaggio per andare avanti con la propria vita è l’indifferenza, rammentò Vogel.

“La giustizia non fa ascolti. La giustizia non interessa a nessuno. La gente vuole un mostro…E io le do quello che vuole.”

La giustizia non fa audience

Questa citazione spiega in modo del tutto esaustivo il vero volto dell’agente speciale Vogel: cinico, saccente, spocchioso, altezzoso, presuntuoso e che ignora del tutto il senso di giustizia, convinto, come ci suggerisce la citazione, che la giustizia non interessi nessuno, difatti a lui è interessato solo l’audience e il successo, tanto da voler, o meglio dover, manipolare i fatti a suo piacimento e nascondere la verità sotto una coltre di nebbia.

Vittima e carnefice

La vittima viene considerata da lui solo come un mezzo o se vuoi un fine per raggiungere la notorietà, da cui ovviamente ne deriva denaro e potere. Entrambe cose per le quali fin troppe persone macchierebbero la loro anima! Accanto a questa figura ne ruotano altre della stessa importanza come il professor Loris Martini, il presunto colpevole e se vogliamo dirla tutta la “vittima del sistema”.

La ragazza nella nebbia: i personaggi di rilievo

Stella Honer la cronista d’assalto che fa la differenza nella risoluzione del caso, mossa anche lei da un senso di giustizia che le deve solo fama e fortuna. Il Dottor Flores lo psichiatra il cui ruolo è significativo nel romanzo e Anna Lou Kastner la vittima, vera e unica protagonista della faccenda della quale, però, alla fine dei giochi non si cura nessuno! Tutti questi personaggi ruotano nella storia: tutti hanno da dire qualcosa, tutti sembrano integerrimi,  tutti hanno degli scheletri nascosti nell’armadio, ma soprattutto sono tutti ammaliati dalla sensazione meravigliosa e unica che dà la notorietà e le luci dei riflettori accesi sul proprio ego. 

“Il sospetto si propaga in una comunità seguendo le stesse dinamiche di un’epidemia, lo sapeva? Basta poco perché il contagio diventi inarrestabile. La gente non cerca giustizia, vuole solo un colpevole. Per dare un nome alla paura, per sentirsi sicura. Per continuare a illudersi che tutto va bene, che c’è sempre una soluzione”.

la ragazza nella nebbia: cronaca nera

Il testo tratta argomenti di vita quotidiana dai contenuti difficili, molto pesanti da digerire e con  un cinismo quasi al degrado, non manca l’indifferenza, quel modo che abbiamo noi tutti, credo, nel pensare che certe cose non ci appartengano. Quando ci avviciniamo ad un fatto di cronaca nera la cosa che maggiormente ci interessa è trovare un capro espiatorio, cercare e trovare un colpevole è l’unica cosa che ci permette di farci sentire al sicuro, e non ha importanza sei i fatti non collimano, se le prove sono insufficienti, se il movente è inesistente. L’importante è trovare qualcuno da sacrificare per un bene superiore: il nostro, o meglio la nostra sicurezza mentale, quell’angolo di pace che nessuno deve sporcare, quel pezzo di vita che nessuno deve nascondere sotto una fitta nebbia.

la ragazza nella nebbia: il mostro

Da tutto questo parte la ricerca del fantomatico “mostro”, ben nascosto dentro la nebbia. Così facendo perdiamo di vista il fatto principale: questo mostro non è altro che uno di noi, un normale essere umano che vive in mezzo a noi, fa le stesse cose che facciamo noi, compie gli stessi gesti quotidiani che compiamo noi e, purtroppo, ci dimentichiamo della vittima, di una vita che troppo presto è stata spezzata, qualsiasi sia la ragione, di una persona che non è più in mezzo a noi, che faceva le stesse cose che facevamo noi, che compiva gli stessi gesti quotidiani che compivamo noi.

La ragazza nella nebbia: il dolore di chi resta

Ci dimentichiamo del dolore di chi resta, ci scordiamo di quelle persone a cui qualcuno ha strappato un bene prezioso che non tornerà più, mettiamo da parte la sofferenza di vite distrutte per sempre in nome di quella sicurezza che ci permette di vivere al sicuro. Trovo tutto questo meccanismo che fagocita la ragione inquietante e anche un po’ perverso! È come se volessimo giustificare i fatti purché non ci infettino.

La nostra bolla di felicità non deve esplodere ad alcun prezzo, a costo anche di essere menefreghisti e indolenti, perché tanto quello che succede non ci appartiene.

Il film

Dal successo de La ragazza nella nebbia, un romanzo giallo intrigante e coinvolgente, ricco di suspense e dai risvolti incredibili è stato tratto il film, con un cast d’eccezione. Jean Renò nei panni del Dr. Flores, Toni Servillo nell’ispettore Vogel e Alessio Boni nel Prof. Loris Martini per citarne alcuni, tuttavia il film non è stato in grado di eguagliare l’elaborato scritto. Il romanzo ha una struttura veloce che cattura il lettore di pagina in pagina, la trasposizione cinematografica appare invece molto lenta e cupa cosa che il libro non è. Questo moto lento e triste rallenta molto il ritmo del film che a tratti mi è sembrato addirittura noioso e stancante da un punto di vista dell’attenzione.

Il libro è assolutamente da leggere, col film lascio a voi la decisione, lo potete trovare sulla piattaforma Netflix. 

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