LA GIUSTA MISURA DELLE COSE

Mi imbatto in questo romanzo la cui trama mi incuriosisce “La giusta misura delle cose” di Giovanna Di Verniere (clicca qui per l’acquisto) e solo dopo averlo iniziato la lettura capisco che è il sequel de “L’impazienza di Penelope”, tuttavia ero curiosa e decido di finire la lettura nonostante ci sia un prima a me sconosciuto. Man mano che vado avanti con la lettura si intuisce.

La storia di Virginia e Riccardo è una storia travagliata. Si innamorano, ma lui è sposato con prole al seguito. Si lasciano malamente. Virginia scappa da questa relazione malsana, scappa dalla paura che prova nei confronti di un uomo che l’ha delusa. Ha paura che il suo amore rimanga sospeso, o come dice proprio l’autrice, che venga sprecato. Scappa da tutte le sue insicurezze e le sue stranezze. Scappa dalle convenzioni che la vita impone, scappa dal suo essere “troppo” in tutto quello che fa o che prova!

Abbiamo vissuto insieme, dopo più di dieci anni di distanza, come se fossimo in una bolla dove lo spazio e il tempo si muovevano a un ritmo diverso rispetto alla realtà.

La giusta misura delle cose: la trama

Virginia si trova a New York, libera da un amore sbagliato e piena di voglia di ricominciare. Accanto a lei c’è Andrea, amico e fidanzato storico. Dopo aver troncato la sua relazione con Riccardo si è trovata davanti Andrea che non vedeva da moltissimi anni. Il caso, la coincidenza, la nostalgia, le hanno dato la spinta di rivivere con lui quei momenti di spensieratezza che l’avevano fatta sentire bene in passato.

Andrea le chiede di sposarla e lei non rifiuta, più per paura di perdere quella bolla di pace e serenità che ha costruito con lui. La realtà è diversa. Quando torna a casa a Milano, con un anello giocattolo al dito e una proposta, e incontra Riccardo, una specie di uragano di emozioni si abbatte su di lei e il passato torna prepotente a bussare, riaprendo ferite e conflitti tra vecchi dubbi e nuove riflessioni.

Questi mesi sono stati una parentesi, come una vacanza dalla vita reale. Rivederlo ha tirato fuori quella parte di me ancora grezza, non scalfita da sofferenze e delusioni. Sono tornata indietro di dieci anni, a quell’amore novo e tenero. Ma che oggi mi sembra così distante.

Attenzione a ciò che si desidera

È davvero pronta a condividere la sua vita con qualcuno? Quel qualcuno è Andrea o qualcuno che le ha fatto battere il cuore come nessuno prima? Forse l’amore non fa per lei, almeno non quello che le convenzioni della società impongono, quello stile di vita che ci viene insegnato fin da piccoli.

L’equilibrio di Gigi crolla, è inevitabile. Con il vespaio di pensieri che si agita nella sua testa, trova il coraggio, per la prima volta, di ascoltare sé stessa e di lasciare libero il suo io interiore per una ricerca affannosa e spasmodica di quello che veramente desidera per essere felice e completa nella vita. Accetta nuove consapevolezze che le permettono di slegarsi dalle catene delle convenzioni e di essere sincera prima di tutto con sé stessa e poi con le persone con cui deciderà di condividere la sua esistenza. Senza filtri grida a gran voce ciò che vuole, nessun rimpianto, nessun rimorso.

Ero alla ricerca di qualcosa che pensavo non esistesse e non avrei mai avuto. Quella cosa che invece Riccardo mi ha dato con un solo sguardo. Ed è bastato rivederlo un attimo per far rinascere in me tutte quelle sensazioni da cui ero scappata.

Una vita su misura

Virginia è una donna come tante, con le sue fragilità e le sue certezze a cui si tiene ben ancorata. È una donna anticonformista, a cui non le sono mai piaciuti gli stereotipi. In grado di amare in modo totale, senza per questo abbracciare uno status dettato dalla società.

Gigi è sempre fuggita dall’amore, scopre di averlo sempre guardato con gli occhi degli altri e mai con i suoi, cercando di accontentare sempre gli altri prima che sé stessa e comincia a scegliersi con un coraggio che non credeva di possedere. Virginia capisce che la sua unica missione è essere sé stessa, con il suo personale pezzo di felicità che non ha la stessa forma, la stessa sostanza e lo stesso peso di quello dell’altro.

Quando ho capito che non sarebbe mai finita bene ho iniziato a vagare e mi sono trovata davanti la malattia e la cura: Andrea. Era iniziato tutto con lui e credevo dovesse finire con lui. Chiudere un cerchio nel modo più lineare possibile.

La giusta misura delle cose

Questo romanzo ti regala un’esperienza di grande valore: capire quale sia la giusta misura dei sentimenti che sono diversi per ognuno di noi in base alle diverse situazioni in cui ci imbattiamo. È la misura dei sentimenti giusta per tutti: mai troppo, mai poco, mai presto, mai tardi, semplicemente propria.

<<Ci vuole tanto coraggio per raggiungere quello che si desidera>> diceva quella signora sull’aereo, ma ci vuole anche coraggio per capire che quello che desideri tu non è qualcosa di raggiungibile. Ci vuole coraggio per dire basta, per fermarsi e riconoscere il momento in cui si deve mettere un punto. Ci vuole coraggio per capire di avere fatto tutto il possibile e che non è bastato. Ci vuole coraggio per ammettere il fallimento e andare avanti.

Gradimento (da 1 a 10): 7

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