DUE CHIACCHIERE CON MARIO DI MARZIO

Dopo aver letto e apprezzato il romanzo di Mario Di Marzio e averlo recensito su questo blog il cui titolo è “Il tempo rimasto, l’alba di un nuovo giorno, l’amore per la vita”, che ha vinto il primo premio sezione B – narrativa e teatro a tema, al concorso di poesia narrativa e teatro “Memorial Giovanni Leone” seconda edizione dal titolo “I valori della famiglia”, organizzato dall’Ass. Luce dell’Arte, oggi conosceremo l’autore.

Questo romanzo valorizza una delle tante forme di questa grande e straordinaria istituzione che è la famiglia, che ha una continua evoluzione, ma che si basa sempre sugli stessi valori. È un grande onore, ma soprattutto un piacere per me oggi far conoscere questo autore che ha molto da dire, quindi facciamo due chiacchiere con Mario Di Marzio e conosciamo i suoi diversi punti di vista sulla famiglia e sul suo modo di vedere la vita.

Il suo romanzo ha vinto il primo premio al concorso di narrativa, poesia e teatro Memorial Giovanni Leone seconda edizione dal titolo “I valori della famiglia”, organizzato dall’ Associazione culturale e teatrale “Luce dell’arte”, nella sezione di narrativa, perché crede che sia piaciuto alla giuria?

Innanzitutto ringrazio Lei, Monica Pizzi e il suo blog Scriviloconleparole.com, di avermi dato opportunità nel rilasciare questa intervista, ed esprimo infinita gratitudine all’Associazione culturale Luce dell’arte nella persona della Dottoressa Carmela Gabriele in qualità di presidente e a tutta la giuria composta nel valutare le moltissime opere lì giunte. Per quanto riguarda il gradimento dell’opera, penso che con questo mio romanzo dal titolo: “Il tempo rimasto- L’alba di un nuovo giorno, l’amore per la vita”, abbia centrato in pieno i valori della famiglia che era appunto il tema principale del concorso.

Due chiacchiere con Mario Di Marzio: La famiglia, argomento del concorso, nel corso del tempo ha subito tante evoluzioni, come vede Lei questa istituzione? Come si rapporta con la sua famiglia? Come pensa che possano evolversi le famiglie in futuro?

Nel corso degli anni la famiglia ha avuto diverse metamorfosi sociali, non sempre tutte positive o negative, ma non sarò io a giudicare o a dare consigli sui relativi cambiamenti, anche perché io stesso ne faccio parte. Il rapporto con la mia famiglia sarebbe troppo lungo da spiegare, ma forse un giorno meriterebbe di essere raccontato sotto forma di romanzo. Per quanto riguarda i cambiamenti futuri e i diversi rapporti che si potranno avere tra famigliari, penso che i legami tra genitori e figli non saranno mai messi in discussione tra loro, qualsiasi problema sorga.

Nel suo romanzo ci sono tanti riferimenti alla vita sociale e politica degli anni da Lei descritti, qual è stato l’elemento che l’ha ispirata o la persona, se ce ne è una, che le ha dato la spinta a scrivere di quel periodo e di quelle persone?

I riferimenti alla vita sociale e politica dell’epoca descritti nel romanzo sono stati vissuti veramente se non tutti o da me, o di sicuro da qualche mio conoscente che li ha vissuti direttamente e poi raccontati a me, ma in gran parte si tratta di miei spunti personali.

Due chiacchiere con Mario Di Marzio: Come si è sentito dopo aver ricevuto la notizia della sua vincita e cosa ha significato per lei questo premio?

Non nego che essere arrivato primo in un concorso letterario sia una gioia immensa, infatti, per me è stato un momento importante e fondamentale per la crescita della mia carriera di scrittore.

Lei è un romano con la “R” maiuscola. Racconta nel romanzo tanti aneddoti su Roma, da dove nasce questa sua voglia di conoscere fatti, aneddoti e storie del passato?

La mia romanità parte dal basso, sono una persona nata e cresciuta in periferia, tra famiglie lavoratrici e sottoproletariato. Fra le tante difficoltà e l’effimero guadagno facile, non ho mai perso la retta via, pur avendo conosciuto persone di ogni genere, a volte anche in una scelta sbagliata non ci sono molte alternative. Detto questo, non assolvo né condanno chi commette reati per sbarcare il lunario.

Due chiacchiere con Mario Di Marzio: Quanto c’è di autobiografico nella storia raccontata da Francesco, il suo protagonista?

Qualcosa di autobiografico c’è, d’altronde ogni scrittore nei propri racconti o romanzi inserisce un po’ di se stesso. Ad esempio l’episodio di quando il protagonista, dopo tanto tempo, entra in un bar e incontra il suo amico di vecchia data e viene apostrofato con una battuta infelice. Questa è una tipica caratteristica romana che si contraddistingue in un’amicizia lunga, sincera e duratura.

Chi è Mario Di Marzio nella vita quotidiana?

Una persona serena, che nel suo piccolo è sempre pronta ad aiutare gli amici in difficoltà, amante della cultura in ogni sua forma di espressione.

Due chiacchiere con Mario Di Marzio: Che tipo di genere letterario preferisce e perché? Quali sono i suoi autori preferiti e perché?

Come genere letterario preferisco la narrativa, mi piace viaggiare con la mente. I miei autori preferiti sono diversi, forse troppi, ne citerò solo i più significativi per me: Pier Paolo Pasolini, Alberto Moravia, Carlo Emilio Gadda, John Fante e Jack Kerouac, semplicemente perché con loro ho passato delle ore piacevoli, leggendo le loro opere.

Due chiacchiere con Mario Di Marzio: Se dovesse dare un colore al suo romanzo quale sarebbe e perché?

Il mio romanzo non ha un colore ma bensì quattro: il rosso, il giallo, il blu e il nero che nella pittura riprodotti insieme sono i colori fondamentali dell’armonia.

Due chiacchiere con Mario Di Marzio: Quali sono i suoi progetti in campo letterario per il futuro? Se ci sono, ce ne vuole parlare?

Nel mio imminente futuro c’è già un romanzo che è stato presentato a diverse case editrici, che come tema principale avrà il disagio sociale di tre ragazzi negli anni ’80, vorrei parlarne di più ma per scaramanzia meglio di no; magari potrebbe essere uno spunto per una mia prossima intervista sempre rilasciata con estremo piacere a Monica Pizzi e al suo blog letterario.

Che dire, di elementi ne sono emersi tanti per conoscere un po’ più in profondità non solo il romanzo in questione, ma anche l’autore. Vi consiglio di leggerlo (clicca qui per l’acquisto), vi proietterà in uno spaccato di vita degli anni raccontati, per me è stato come fare un viaggio nel passato. Non posso che augurarvi buona lettura e speriamo di incontrare presto Mario di Marzio con il suo nuovo romanzo, io lo aspetto a braccia aperte!

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