DA VARSAVIA A DRUSKININKAI E RITORNO

Con la mia famiglia ci siamo regalati una piccola pausa per andare a vedere Simone, il primogenito, l’atleta, che quest’anno dopo un inizio di campionato un po’ burrascoso si è aggiudicato la medaglia d’argento al Campionato Italiano ed è stato convocato nella nazionale giovanile di Pentatlon Moderno, lo sport che pratica, per andare a disputare i Campionati Europei in Lituania. Era eccitatissimo, per i suoi 15 anni potersi confrontare con i migliori atleti di tutta Europa non è poca cosa! Per questa ragione abbiamo voluto seguirlo per qualche giorno nella sua impresa! Da Varsavia a Druskininkai e ritorno è stato un attimo, un attimo in cui oltre al paesaggio e alle tradizioni abbiamo potuto guardare dal vivo la competizione che da quest’anno prevede la nuova disciplina: O.R.D. (Obstacles Race Disciplines). 

Da Varsavia a Druskininkai e ritorno: pronti, partenza, via!

Il 31 maggio lo abbiamo accompagnato all’aeroporto dove col resto della squadra sarebbe partito alla volta della Lituania. Ero preoccupatissima, lo ammetto, agitata anche! Io lo vedo sempre come il mio piccolo ometto che richiede le mie attenzioni. Lui invece sta diventando un uomo e questa esperienza lo ha fatto crescere ancora di più! Simone comincia le sue gare prima con una staffetta maschio/maschio con un compagno di squadra con il quale non ha proprio un bel rapporto, sono acerrimi rivali quando devono gareggiare nelle competizioni nazionali.

Gli atleti con i quali si confrontano sono ad un livello pazzesco, tuttavia si difendono bene! Forza Italia, forza ragazzi! Riesce a superare anche la qualifica per la finale individuale. La stanchezza si fa sentire, mangia poco, il cibo non è granché e gli viene il raffreddore! E quando il gioco si fa duro, solo i duri iniziano a giocare!

Simone durante una delle 5 discipline (O.R.D.) alla finale

Da Varsavia a Druskininkai e ritorno: arriviamo presto!

La nostra avventura comincia un lunedì mattina di pioggia. Sono le sei e c’è un traffico pazzesco per arrivare in aeroporto. Il viaggio è stato turbolento, per non parlare dell’atterraggio… a dir poco sconvolgente! Scendendo dall’aereo abbiamo ringraziato il cielo di essere vivi. Affittiamo un veicolo e continuiamo la nostra avventura. Attraversiamo parte della Polonia per raggiungere la Lituania, che immaginavo del tutto diversa. Il panorama è monotono. Le strade sono grandi, spaziose e poco frequentate. I colori sono sbiaditi, mi aspettavo un verde lussureggiante, invece a dominare la scena c’era l’erba secca e il prato di un verde scialbo!

Il confine tra Polonia e Lituania (la vecchia dogana)

Un’avventura da raccontare

La frontiera esiste ancora ma è abbandonata e trascurata. La prima cosa che ho pensato è stata: che peccato! Anche in Lituania i colori non cambiano, forse solo un tantino più vividi. Il sole è ancora alto e fa caldo, per fortuna ci siamo lasciati il mal tempo a casa. La campagna Lituana è deserta, incontriamo poche macchine, poche persone. Le case sono per lo più tutte uguali: con i tetti spioventi scuri e la costruzione in legno. In inverno di neve deve farne davvero tanta. A causa di una deviazione sulla strada più veloce impieghiamo circa un’ora in più per arrivare: il bello dell’imprevisto rende un’avventura tutta da raccontare!

Druskininkai alle 22.30 circa

Da Varsavia a Druskininkai e ritorno: nel posto giusto

Quando arriviamo troviamo un paesino molto carino e accogliente, molto pittoresco con le case in legno che sembrano delle baite di montagna, il suo laghetto e le anatre che lo navigano. L’architettura riprende quella che abbiamo trovato durante il viaggio. Ma dove sono le persone? È vero che è un giorno feriale, ma non gira nessuno per strada! Non abbiamo incontrato anima viva. Ci dirigiamo verso il centro sportivo dove si tengono i Campionati Europei e dove alloggiano gli atleti. Simone è felice di vederci e nel suo abbraccio stretto sento che gli siamo mancati. Sento che ora ha tutto quello che gli serve per affrontare la gara del giorno seguente: la più importante, la finale! Adesso siamo tutti nel posto giusto!

La casa al rovescio

Da Varsavia a Druskininkai e ritorno: notti bianche

Solo un’ora di fuso orario tra noi e la Lituania, ma siamo molto in alto e la notte cala verso le undici di sera, poi intorno alle tre di mattina il sole sorge di nuovo! È stato pazzesco. Una delle esperienze che avrei sempre voluto fare è sperimentare una notte bianca, ebbene posso mettere una bella spunta sulla mia “wish-list”. Certo un po’ fastidiosa lo è, poiché l’hotel dove noi alloggiavamo non aveva tende oscuranti. Ma va bene lo stesso, il bello di un viaggio è proprio trovarsi ad affrontare situazioni che non rientrano nel quotidiano! Altrimenti che avventura è?

Il lago

Da Varsavia a Druskininkai e ritorno: chi di spada ferisce…

il giorno della finale Simone era molto nervoso. Un po’ per il tipo di competizione che doveva disputare. Lui è molto competitivo! E un po’ per via di un brutto scherzo che gli hanno giocato i suoi compagni di squadra essendo lui una matricola! Io e mio marito ci siamo arrabbiati molto: manomettere l’attrezzatura tecnica con cui si gareggia non è uno scherzo da fare il giorno prima della gara, bensì un sabotaggio! Abbiamo cercato di risolvere il problema il più velocemente possibile e poi lui si è calmato! Alla fine è arrivato 25mo considerato il livello alto dei suoi colleghi atleti, della sua prima volta e dell’età. È stata la seconda migliore prestazione tra gli italiani di categoria under 17. Mi viene da dire: chi di spada ferisce, di spada perisce, e a buon intenditor, poche parole!

Lui era soddisfatto e alla fine è solo questo ciò che conta, che lui si sia divertito, che sia riuscito a dominare l’emotività e che sia riuscito a dare quello che poteva in una gara che è molto complessa e faticosa. Per chi non lo sapesse nel Pentathlon Moderno le discipline sono 5: scherma, O.R.D., nuoto, laser-run (tiro con pistola laser e corsa). Il tutto da disputare in un’ora e mezza circa!

Passeggiando per Druskininkai

Druskininkai – Lituania

La cittadina è veramente carina, una piccola bomboniera. Le casette sembrano quelle delle favole con i tetti spioventi di cioccolato e le pareti di marzapane. Non c’è molto da vedere ma quel poco è molto curato. La chiesa è romantica, completamente accerchiata da fiori. I viali sono puliti. Qualche turista in avanscoperta, forse come noi è qui per i Campionati Europei. Di gente ce n’è sempre pochissima in giro, quasi da pensare che la città sia disabitata. Siamo entrati nella casa al contrario, dentro le terme, abbiamo fatto danzare la fontana con i colori e infine abbiamo visitato una vecchia chiesetta blu. Abbiamo percorso un bel tratto della riva del lago, l’atmosfera con quella pace e quella quiete quasi ci ha spiazzato: non siamo abituati!

Varsavia

Da Druskininkai a Varsavia e ritorno

Il momento del rientro è arrivato fin troppo in fretta. Approfittare di un breve momento di relax non è mai abbastanza. Abbiamo salutato il nostro ragazzo e siamo ripartiti per tornare al punto di partenza e con la scusa ne abbiamo approfittato per visitare Varsavia. La città non ha niente di eccezionale, è stata completamente ricostruita con questi giganteschi palazzi imponenti, tutti uguali, tanto da rischiar di sembrare asettica. Nel centro c’è da vedere ma di tempo non ne avevamo molto, così abbiamo visitato qualche chiesa, il palazzo reale, ma a parte questo è tutto molto moderno e freddo e devo ammettere che il vecchio stile con il nuovo cozza, non lega per niente.

Abbiamo cenato sopra un battello lungo la Vistola. Per fortuna di gente ce n’era tanta per essere un giorno feriale, poi abbiamo scoperto che era un giorno di festa: il corpus Christi! Gli abitanti di Varsavia a colpo d’occhi sembrano così diversi da noi, restano freddi e distaccati, il loro stile si discosta molto dal nostro, per un attimo mi è sembrato di tornare indietro nel tempo, ed è stato bello!

Varsavia

Ciò che piace quando si viaggia

Ci siamo alzati alle 4, dovevamo riportare la macchina al suo posto e poi avevamo un volo molto presto da prendere. A quell’ora sono abituata a vedere ancora la notte, invece il giorno era già arrivato, il sole era alto e le persone erano già in fermento. È questo ciò che mi piace quando viaggio: la sorpresa, la scoperta, la diversità. Non smetterò mai di sorprendermi per ciò che non conosco, non smetterò mai di scoprire cose nuove, non smetterò mai di eccitarmi per la diversità!

La gioia del viaggio

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